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		<title>Intervista a Valentina Marchese, autrice di Dove nasce il sole</title>
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		<pubDate>Sat, 26 May 2012 13:19:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Valentina Marchese, 28 anni, insegnante e scrittrice. Come è stato, e quando si è verificato, il tuo approccio alla scrittura? Ho iniziato a scrivere poesie quando avevo poco più di 9 anni. Poi con l’adolescenza, sono arrivata ai racconti. Il mio primo romanzo, battuto con la macchina da scrivere è venuto fuori a 16 anni. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=elasticamente.wordpress.com&#038;blog=20115495&#038;post=1139&#038;subd=elasticamente&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_1121" class="wp-caption alignleft" style="width: 187px"><a href="http://elasticamente.files.wordpress.com/2012/05/dove-nasce-il-sole.jpg"><img class="size-full wp-image-1121" title="dove nasce il sole" src="http://elasticamente.files.wordpress.com/2012/05/dove-nasce-il-sole.jpg?w=640" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">&#8220;Dove nasce il sole&#8221;, Valentina Marchese, Edizioni La Gru, 2010</p></div>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff9900;">Valentina Marchese, 28 anni, insegnante e scrittrice. Come è stato, e quando si è verificato, il tuo approccio alla scrittura?</span></p>
<p style="text-align:justify;">Ho iniziato a scrivere poesie quando avevo poco più di 9 anni. Poi con l’adolescenza, sono arrivata ai racconti. Il mio primo romanzo, battuto con la macchina da scrivere è venuto fuori a 16 anni. Ho contattato un editore, mi ha conosciuto e seguito, mi ha fatto crescere nel settore con letture e studi vari. Mi ha proibito di scrivere per un po’. Poi mi ha lasciato libera, secondo lui ero pronta per scrivere qualcosa di buono. Aveva ragione, perché da lì è nato il mio primo breve racconto che lui stesso ha pubblicato subito.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff9900;">Hai all&#8217;attivo quattro romanzi, con quattro case editrici differenti. Come è stato il tuo processo di avvicinamento all&#8217;editoria? Ci racconti brevemente il tuo iter?</span></p>
<p style="text-align:justify;">Ho iniziato con un editore della mia città e una pubblicazione a livello regionale.</p>
<p style="text-align:justify;">Poi sono passata a livello nazionale presentando  il primo romanzo anche nella capitale ricevendo parecchie soddisfazioni. Le ultime due case editrici mi sono state vicine, ma per esperienza, oggi posso dire che ognuno segue un suo iter pre e post pubblicazione. Quindi ho vissuto esperienze molto differenti tra loro.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff9900;">Editoria a pagamento sì, editoria a pagamento no?</span></p>
<p style="text-align:justify;">Editoria a pagamento no. Sono irremovibile su questo concetto. Credo semplicemente che un editore, se crede in un romanzo, lo pubblica e investe lui stesso su di esso e sull’autore, altrimenti decide di non pubblicare.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff9900;">Qual è, secondo te, il tuo libro più riuscito dal punto di vista contenutistico? E da quello stilistico narratoriale?</span></p>
<p style="text-align:justify;">Sono legata a tutti i miei libri, per motivi diversi, ma credo che <em>Dove nasce il sole</em> sia il più riuscito sia dal punto di vista contenutistico che da quello stilistico narratoriale, perché a differenza degli altri,  tratta una tematica molto forte, come la rielaborazione del lutto e soprattutto perché con gli anni, sono cresciuta, sono cambiata, anche il mio approccio con la scrittura si è evoluto e quindi per questo romanzo, credo di aver dato molto di più. Certamente ancora devo crescere molto, ho delle lacune che devo colmare, ma mi sto impegnando, leggendo e studiando diversi autori.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff9900;">Se dovessi proporre un tuo romanzo ad un lettore, quale sceglieresti?</span></p>
<p style="text-align:justify;">Sceglierei <em>Amarti immensamente</em>. L’amore vince sempre su tutto.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff9900;">Scrittore e lettura: hai dei modelli a cui ti ispiri, o ti senti, per così dire, auto-didatta?</span></p>
<p style="text-align:justify;">Fino a qualche tempo fa ero decisamente auto-didatta. Oggi mi sono resa conto che ho sbagliato ed è stato un grosso errore. Se voglio crescere posso farlo solo imparando da grandi autori.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff9900;">Scrittore e lettore: com&#8217;è il riscontro dai lettori?</span></p>
<p style="text-align:justify;">Le recensioni e i giudizi che ho ricevuto da chi ha letto i mie libri,sono state tutte positive. Non posso dire il contrario e ne sono felice. Devo rimediare solo sull’unico concetto negativo che mi hanno sottolineato la maggior parte dei lettori : far finire troppo presto i miei racconti. Ci sto lavorando su e ho promesso di accontentarli.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff9900;">Si dice che lo scrittore trasferisca sui propri personaggi alcuni tratti peculiari della propria personalità. A quale personaggio dei tuoi romanzi ti senti maggiormente legata, e perché?</span></p>
<p style="text-align:justify;">Sono legata a Rachel di <em>Dove nasce il sole</em>. Credo che lei in fondo è parte di me.  Il suo personaggio è venuto fuori molto facilmente. Non è stato difficile per me renderla viva, descriverla, immaginare di vederla, mentre raccontavo di lei.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff9900;">Grazie per la tua disponibilità, e in bocca al lupo per il tuo futuro di scrittrice!</span></p>
<br />Filed under: <a href='http://elasticamente.wordpress.com/category/interviste/'>Interviste</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/elasticamente.wordpress.com/1139/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/elasticamente.wordpress.com/1139/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/elasticamente.wordpress.com/1139/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/elasticamente.wordpress.com/1139/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/elasticamente.wordpress.com/1139/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/elasticamente.wordpress.com/1139/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/elasticamente.wordpress.com/1139/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/elasticamente.wordpress.com/1139/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/elasticamente.wordpress.com/1139/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/elasticamente.wordpress.com/1139/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/elasticamente.wordpress.com/1139/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/elasticamente.wordpress.com/1139/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/elasticamente.wordpress.com/1139/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/elasticamente.wordpress.com/1139/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=elasticamente.wordpress.com&#038;blog=20115495&#038;post=1139&#038;subd=elasticamente&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Intervista a Vittorio Bongiorno, autore de Il Duka in Sicilia</title>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2012 14:39:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Vittorio Bongiorno, scrittore con all’attivo quattro romanzi. Non ti chiedo di presentarti perché sei noto ai più; entriamo subito nel merito: come definiresti i quindici anni trascorsi dalla pubblicazione del tuo primo libro? Di corsa! Ti confesso che non me ne sono accorto, e non ci ho quasi mai pensato. Nel senso che per vivere [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=elasticamente.wordpress.com&#038;blog=20115495&#038;post=1133&#038;subd=elasticamente&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1135" class="wp-caption alignleft" style="width: 201px"><a href="http://elasticamente.files.wordpress.com/2012/05/il-duka-in-sicilia-223x350.jpg"><img class="size-medium wp-image-1135" title="Il-Duka-in-Sicilia-223x350" src="http://elasticamente.files.wordpress.com/2012/05/il-duka-in-sicilia-223x350.jpg?w=191&h=300" alt="" width="191" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">&#8220;Il Duka in Sicilia&#8221;, Vittorio Bongiorno, Einaudi, 2011</p></div>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff9900;">Vittorio Bongiorno, scrittore con all’attivo quattro romanzi. Non ti chiedo di presentarti perché sei noto ai più; entriamo subito nel merito: come definiresti i quindici anni trascorsi dalla pubblicazione del tuo primo libro?</span></p>
<p style="text-align:justify;">Di corsa! Ti confesso che non me ne sono accorto, e non ci ho quasi mai pensato. Nel senso che per vivere faccio altro, e scrivo di notte, cercando di conciliare lavoro, famiglia, figli, qualche ora di sonno e un ritardo cronico a rispondere a centinaia di email accumulate (come la tua!)… Insomma, non mi sono mai sentito uno “scrittore” con la esse maiuscola. Piuttosto un raccontastorie, che scrive di notte, comunque, sia che mi pubblichino o che no. La mia è più un’urgenza. Non faccio grossi calcoli su cosa dovrei o potrei scrivere. Lo faccio, e basta. È  la mia vita. Non ne potrei fare a meno.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff9900;"><em>Il Duka in Sicilia</em> è il tuo ultimo romanzo, pubblicato da Einaudi nel 2011. Vincenzi di <em>Repubblica</em> definisce l’idea alla base del libro “poco italiana” – specificando che si tratta di un complimento -, Cinque de <em>Il giornale di Sicilia</em> definisce la tua una “voce ironica e colorata”. Ti senti un po’ il fautore di novità del panorama letterario italiano?</span></p>
<p style="text-align:justify;">Noooo! Per carità! Nessuna novità, non da parte mia. Io scopiazzo qua e là, vengo, come dicevo prima, dallo storytelling, dalle storie raccontate e ascoltate al bancone di un bar, dalla vita vissuta su un tram. Onoratissimo delle critiche positive che hanno accolto il mio “Duka in Sicilia”, ma non credo di essere una grande novità. Forse, tratto che accomuna tutto quello che scrivo, il miscuglio di parlato e musica rende la lettura dei miei libri un po’ più ritmata del solito. Diciamo che cerco di stare al passo coi tempi, e di “tenere il tempo”, di non far annoiare il lettore.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff9900;">L’idea de <em>Il Duka in Sicilia</em> nasce nel 2003. Che significato ha per te?</span></p>
<p style="text-align:justify;">Il primo germe, la prima scena, era l’idea per un film. Pensata per immagini, e musica. E infatti così e’ stato, ho scritto un soggetto di dieci paginette e l’ho mandato a destra e manca, proprio come nei film. Prima Pupi Avati, poi addirittura Roberto Benigni mi ha telefonato, per complimentarsi della bella storia. Poi ancora Nanni Moretti mi ha selezionato insieme ad altri per il suo “Premio Sacher 2003”, unica edizione di concorso per storie per film. A ripensarci ora e’ davvero incredibile, soprattutto perché io ho spedito il plico presso gli uffici di questi signori, da totale sconosciuto. La storia piaceva molto, ma tutti erano d’accordo sul costo eccessivo di un “film in costume”. E per un po’ l’ho lasciato nel cassetto. Poi l’ho ripreso in mano, ne ho ascoltato nuovamente la gioia delle voci del coro, i tanti personaggi, l’ambientazione alla “Blues Brothers siciliano”, e mi sono buttato a scrivere il romanzo. Che è stato, a mia sorpresa, molto gioioso da scrivere.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff9900;">Esordisci a 24 anni con <em>La giovane Holding</em>, pubblicato da Comix; prosegui con un noir psichedelico e un romanzo di formazione. A quanto mi pare di capire ti piace sperimentare. C’è un filo rosso che collega i tuoi lavori?</span></p>
<p style="text-align:justify;">Beh, io sono da un certo punto di vista uno che si annoia a fare sempre la stessa cosa. Dunque cambiare registro è stata un’esigenza di “sopravvivenza”. Annoierei me stesso, prima che i miei lettori. Però, d’altro canto, credo che, come dice mio figlio, io scrivo sempre la stessa storia! Cambia il tono magari, l’ambientazione, lo stile, ma i miei temi sono sempre gli stessi: il lato oscuro dell’uomo, i rapporti conflittuali, padre-figlio, la fuga, la voglia di sognare un mondo migliore… Facendo un paragone musicale, a me piacciono i dischi e gli artisti che suonano fondamentalmente sempre la stessa canzone, anche se con sfumature diverse, piccoli slittamenti, sperimentazioni controllate. Dylan, Neil Young, Tom Waits…</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff9900;">Com’è stato il tuo approccio con l’editoria? Hai avuto difficoltà ad emergere e farti notare?</span></p>
<p style="text-align:justify;">La difficoltà è costante a emergere tra le migliaia di libri pubblicati ogni anno, benche’ il mio ultimo romanzo sia stato pubblicato da Einaudi. Io, di mio, ci aggiungo una incapacità a frequentare le “cricche”, i salotti letterari, i sorrisi di circostanza. Ho un altro lavoro che mi permette una vita normale, dunque quando scrivo non voglio limitazioni o imposizioni dalle regole del mercato, o dalle tendenze, o dagli uomini marketing. È molto dura così, ma è la mia vita, devo essere sincero prima con me stesso e poi con chi mi legge. Quando scrivo io cerco la verità, non il successo, o una rubrica su qualche giornale.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff9900;">È stato più soddisfacente vedere edito il tuo romanzo d’esordio o essere pubblicato da una grande casa editrice?</span></p>
<p style="text-align:justify;">Beh, il primo romanzo è stata un’avventura un po’ folle e irresponsabile, che per fortuna è finita bene! Non ho rimpianti, anzi, mi sono molto divertito. Però, con tutto il rispetto, quando mi è arrivata a casa la bustona con le bozze del romanzo, con il logo “Giulio Einaudi Editore”, mi sono davvero emozionato…</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff9900;">Quale dei tuoi romanzi ha richiesto più tempo e difficoltà nella scrittura?</span></p>
<p style="text-align:justify;">Io ho una scrittura molto veloce, ma che necessita di molto tempo per costruire l’architettura. Posso metterci anni su schemi e schemini per un libro, e pochi mesi per finire di scriverlo. Forse per il Duka ci ho messo un po’ di più, perché ho fatto tutte le ricerche storiche, ho viaggiato spesso per incontrare a Palermo gente che ha partecipato davvero al concerto di Duke Ellington nel 1970, ho dovuto organizzare molte più voci…</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff9900;">Esordire è difficile, specie se si considera che molti editori preferiscono guadagni sicuri alla valorizzazione di giovani capaci. Che consiglio ti senti di dare agli scrittori in erba?</span></p>
<p style="text-align:justify;">Non so quanto i miei consigli possano essere utili. Sicuramente io posso dire che i “trucchetti” prima o poi vengono a galla. E che la qualità, alla lunga, paga. Se uno vuole fare lo scrittore, deve faticare sulla pagina bianca, non avere fretta, e scavare a fondo nelle storie. Il successo facile non esiste, e nemmeno, checché ne dica qualcuno, le regole per un libro di successo. I grandi scrittori, come i grandi musicisti, o i grandi artisti, si sporcano le mani, scavano, hanno il coraggio di cestinare una pagina non venuta bene. Leggi i diari della Pivano, quando racconta Hemingway al lavoro, e vengono i brividi: un gigante, che faceva letteralmente a pezzi la sua scrittura, perché non era convinto al duecento per cento. Se vuoi andare in televisione, però, quello che dico io non vale. Io appartengo alla “parrocchia” della scuola dura. Ma quando riesci a cogliere quell’attimo fuggente, anche uno solo, beh…</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff9900;">Si dice che ogni scrittore trasferisca sui propri personaggi alcune componenti del proprio carattere o della propria personalità. A quale ti senti più legato e quale rispecchia di più te stesso?</span></p>
<p style="text-align:justify;">È innegabile che io parto sempre da me, da un’intuizione, da una storia, da quello che mi fa battere il cuore. E spesso uso cose che mi sono accadute, ma cerco di trasformarle, in funzione di una storia. In funzione di quello che “serve” alla storia. Se un personaggio deve morire, se serve alla storia, io lo faccio morire, anche se magari nella vita vera è il tabaccaio sotto casa che vive bello sereno e placido, o mio padre, o il mio migliore amico. E cerco di filtrare le emozioni dei personaggi che descrivo attraverso i miei occhi. Del resto ho solo i miei occhi per conoscere il mondo. Poi, magari, gli faccio fare cose che io non farei mai. Ma io scrivo storie, appunto, non romanzi autobiografici!</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff9900;">Al momento, stai lavorando a qualche altro romanzo?</span></p>
<p style="text-align:justify;">Non parlo mai con facilità di ciò che ancora non è compiuto. Perché, come dicevo prima, non ho fretta, non voglio pressioni di alcun tipo. Quando penso che una storia sia pronta, è quello il momento di mandarla all’editore. Prima di riprendere in mano il Duka avevo cominciato a lavorare a un romanzo, piuttosto corposo. Il Duka mi è servito per prendere una boccata d’aria. Ora sono pronto per ricominciare. Ma, nel frattempo, in un giro promozionale del Duka a New York, dove ho fatto un reading musicale del libro, ho “incontrato” un’altra storia, più urgente, più immediata, e forse, chissà…</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff9900;">Lo staff di Elasticamente ti ringrazia molto per la tua disponibilità. In bocca al lupo per il futuro!</span></p>
<p style="text-align:justify;">Sono io che ringrazio voi, e mi scuso tanto del ritardo con cui vi ho risposto. A presto!</p>
<br />Filed under: <a href='http://elasticamente.wordpress.com/category/interviste/'>Interviste</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/elasticamente.wordpress.com/1133/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/elasticamente.wordpress.com/1133/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/elasticamente.wordpress.com/1133/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/elasticamente.wordpress.com/1133/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/elasticamente.wordpress.com/1133/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/elasticamente.wordpress.com/1133/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/elasticamente.wordpress.com/1133/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/elasticamente.wordpress.com/1133/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/elasticamente.wordpress.com/1133/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/elasticamente.wordpress.com/1133/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/elasticamente.wordpress.com/1133/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/elasticamente.wordpress.com/1133/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/elasticamente.wordpress.com/1133/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/elasticamente.wordpress.com/1133/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=elasticamente.wordpress.com&#038;blog=20115495&#038;post=1133&#038;subd=elasticamente&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Intervista a Silvio Donà, autore di Nebbie</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 12:48:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Silvio Donà: laureato in legge, marito, padre e scrittore…passione o professione? Vogliamo dire che sono uno scrittore che per hobby lavora nell’ufficio legale di una banca? No, eh? Battute sceme a parte, la scrittura è giocoforza una passione. Chiunque scriva e pubblichi in Italia, anche a buoni livelli, sa che vivere di scrittura è privilegio [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=elasticamente.wordpress.com&#038;blog=20115495&#038;post=1126&#038;subd=elasticamente&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1127" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href="http://elasticamente.files.wordpress.com/2012/05/nebbie.jpg"><img class="size-medium wp-image-1127" title="Nebbie" src="http://elasticamente.files.wordpress.com/2012/05/nebbie.jpg?w=200&h=300" alt="" width="200" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">&#8220;Nebbie&#8221;, Silvio Donà, GEMS, 2012</p></div>
<p style="text-align:justify;" align="JUSTIFY"><span style="color:#ff9900;">Silvio Donà: laureato in legge, marito, padre e scrittore…passione o professione?</span></p>
<p style="text-align:justify;" align="JUSTIFY">Vogliamo dire che sono uno scrittore che per hobby lavora nell’ufficio legale di una banca?</p>
<p style="text-align:justify;" align="JUSTIFY">No, eh?</p>
<p style="text-align:justify;" align="JUSTIFY">Battute sceme a parte, la scrittura è giocoforza una passione. Chiunque scriva e pubblichi in Italia, anche a buoni livelli, sa che vivere di scrittura è privilegio di pochissimi. Salvo alcune eccezioni (ma parliamo di Camilleri, di Faletti, di Ammaniti e non molti altri) la maggior parte degli autori italiani anche “famosi” deve fare altro, oltre a scrivere, per mettere insieme il pranzo con la cena. O, se hanno qualche esigenza in più, per mettere insieme il caviale con la Mercedes.</p>
<p style="text-align:justify;" align="JUSTIFY">Quasi inutile precisare che io ho una Punto.</p>
<p style="text-align:justify;" align="JUSTIFY"><span style="color:#ff9900;"> Perché un lettore “seriale” dovrebbe avvicinarsi ai tuoi libri?</span></p>
<p style="text-align:justify;" align="JUSTIFY">Se un lettore seriale cerca in uno scrittore qualcosa di specifico e si appassiona a lui per una certa sua particolarità, potrebbe faticare un po’ a trovare qualcosa di “tipico” e di ricorrente nelle cose che io scrivo.</p>
<p style="text-align:justify;" align="JUSTIFY">Il mio romanzo di esordio “Pinocchio 2112” è di genere fantascientifico (anche se poi parla di amore per i libri e di scoperta della paternità); “Luisa ha le tette grosse” è un romanzo breve, ironico e amaro, su un quarantenne in crisi di identità che deve fare i conti con la morte dei suoi sogni; “Nebbie”, l’ultimo pubblicato (anche se è stato scritto prima degli altri due), è un romanzo che, incrociando la storia di tre donne appartenenti alla stessa famiglia, racconta il riemergere del ricordo di una violenza subita in famiglia dalla protagonista quando era bambina. Oltre ai romanzi negli anni ho pubblicato diversi racconti, alcuni comici, altri drammatici.<br />
Nel 2011 il mio racconto “La mano del destino” ha vinto la XIV edizione del Premio Orme Gialle per racconti gialli/noir. Insomma mi piace spaziare, affrontare temi e generi diversissimi tra loro, anche se poi mi sforzo di darne, per quanto possibile, un’interpretazione personale. Nonostante questo ci sono lettori che hanno comprato tutti e tre i miei romanzi. La speranza è che sia perché pensano che io scriva bene. Magari invece è masochismo.</p>
<p style="text-align:justify;" align="JUSTIFY"><span style="color:#ff9900;">“</span><span style="color:#ff9900;">Nebbie” è uno dei 30 finalisti al concorso nazionale “IO SCRITTORE”. Quant’è grande la soddisfazione per essere riconosciuto valido tra migliaia di scrittori?</span></p>
<p style="text-align:justify;" align="JUSTIFY">Quando ho iscritto “Nebbie” al Torneo “Io Scrittore” organizzato dalla Mauri Spagnol erano già usciti due miei romanzi con Leone Editore; la mia motivazione, quindi, non era solo quella di arrivare a pubblicare ma, più in particolare, di beneficiare, in caso di vittoria, di maggiore visibilità (la Mauri Spagnol, riunendo sotto la stessa sigla Longanesi, Garzanti, Corbaccio, Guanda, Salani e altre case editrici è ormai uno delle realtà editoriali più importanti del nostro paese).<br />
Inoltre mi è piaciuta da subito la formula del torneo, il fatto che i vincitori siano decisi in base ai giudizi e alle valutazioni degli altri partecipanti, quindi di altri scrittori. Iscrivendomi ho pensato che, nella peggiore delle ipotesi, anche se fossi stato scartato, avrei comunque portato a casa di un certo numero di giudizi particolarmente qualificati sul mio lavoro. Sentire pronunciare il mio nome tra quello dei vincitori, alla cerimonia conclusiva al Festival della Letteratura di Mantova, è stata davvero una bella emozione.</p>
<p style="text-align:justify;" align="JUSTIFY"><span style="color:#ff9900;">Qual è il romanzo a cui ti senti più legato? Ce ne puoi parlare brevemente?</span></p>
<p style="text-align:justify;" align="JUSTIFY">Per la verità i romanzi a cui sono più affezionato dormono ancora nella memoria del mio computer, in attesa di pubblicazione. Magari mi sbaglio, ma forse le cose migliori che ho scritto sono ancora inedite. Se proprio dovessi scegliere uno dei tre romanzi pubblicati, forse sceglierei “Pinocchio 2112”. Probabilmente perché il “primo nato” rappresenta un’emozione particolare, qualcosa difficile da scordare, ma anche perché, pur con qualche difetto, legato anche ai tempi molto stretti della sua pubblicazione, “Pinocchio 2112” è un romanzo con “un’anima”, se così posso dire. E il personaggio di Angelo, il “cercatore di libri”, mi è rimasto dentro.</p>
<p style="text-align:justify;" align="JUSTIFY"><span style="color:#ff9900;"> Il riscontro con i lettori è soddisfacente?</span></p>
<p style="text-align:justify;" align="JUSTIFY">Non fingerò di avere alle spalle significativi successi di vendite, perché mi sentirei ridicolo. Gli esordienti che pubblicano con le piccole case editrici sanno che possono ritenersi soddisfatti se riescono a vendere 200 0 300 copie del loro libro. Molto spesso l’esordiente, specie se la casa editrice non è molto seria, vende solo le copie che lui stesso smista tra amici e parenti e neanche una copia in libreria.<br />
Gli esordienti che riescono a vendere nell’ordine delle migliaia di copie con un piccolo editore sono rarissimi e possono vantarsi a ragione di essere dei “casi editoriali”. D’altronde anche una buona fetta degli esordienti che pubblicano con le grosse case editrici, laddove non sono sostenuti da forti campagne promozionali, non arrivano neppure vicino a esaurire la prima tiratura del loro libro (le fatidiche 5000 copie).<br />
Diciamo che sono abbastanza soddisfatto delle vendite dei primi due romanzi che, pur restando nell’ordine delle centinaia, sono un po’ sopra alla media, e che spero che “Nebbie”, in quanto ebook e in quanto pubblicato da un editore importante, possa girare in misura superiore, regalandomi dei lettori in più.<br />
Esaurito il discorso “numeri”, il gradimento sembra buono. “Pinocchio 2112”, per esempio, ha collezionato diverse recensioni positive in rete (basta cercare un po’ con Google), e il giudizio medio dei lettori di Anobii è attualmente di 4 stelle per tutti e tre i romanzi. Quest’ultima è una cosa a cui tengo particolarmente.</p>
<p style="text-align:justify;" align="JUSTIFY"><span style="color:#ff9900;">Si dice che gli scrittori trasferiscano sui protagonisti dei propri romanzi alcuni tratti caratteristici della propria personalità; c’è un personaggio al quale ti senti maggiormente vicino?</span></p>
<p style="text-align:justify;" align="JUSTIFY">E’ inevitabile lasciar scivolare qualcosa di sé nei personaggi che si mettono su carta. Non nel senso che pensino e agiscano come l’autore (questo è un approccio che ogni autore appena un po’ scafato è in grado di evitare, dando vita a personaggi autonomi e non a sue banali riproduzioni), ma nel senso che anche un personaggio apparentemente molto diverso dall’autore può parlare di lui. Pensiamo, per fare un esempio banale, a un personaggio costruito con una serie di caratteristiche che l’autore odia, che gli danno fastidio. Per assurdo, quasi a sua insaputa, può rappresentare un suo doppio negativo.<br />
Il protagonista di “Pinocchio 2112” assomiglia più a quello che vorrei essere che a quello che sono. Il protagonista di “Luisa ha le tette grosse” è schiacciato da un’amarezza e da un senso di sconfitta che non mi appartengono. Però nella frustrazione che avvelena la sua vita si sente sicuramente un’eco della frustrazione che vivevo nel periodo in cui ho scritto il romanzo; un periodo in cui avevo cominciato a proporre i miei romanzi alle case editrici, senza esito. A ben vedere, nonostante le vicende narrate siano (per fortuna) lontane dalle mie esperienze di vita, anche Elena, la protagonista di “Nebbie”, sul piano psicologico ha più di una sfumatura in comune con me.</p>
<p style="text-align:justify;" align="JUSTIFY"><span style="color:#ff9900;">Hai dei modelli letterari a cui ti ispiri o sei <em>homo faber fortunae suae</em>?</span></p>
<p style="text-align:justify;" align="JUSTIFY">Ho autori che amo moltissimo e da cui spero di avere imparato qualche cosa. Ma non dei veri modelli. Non penso sia una forma di presunzione. Mi sembra piuttosto buon senso. Il lettore con un minimo di “occhio” individua presto gli scrittori che si rifanno troppo a dei modelli, che percorrono strade troppo conosciute, e li sente istintivamente come poco interessanti. Meglio allora rischiare di sbagliare in proprio.</p>
<p style="text-align:justify;" align="JUSTIFY"><span style="color:#ff9900;">Quello dell’editoria è un tema molto a cuore agli scrittori a cui piacerebbe esordire con i propri scritti. A quanto ho letto, mi pare di capire che anche per te non è stata un’impresa facile accostarsi ad una casa editrice seria. Ci racconti il tuo iter?</span></p>
<p style="text-align:justify;" align="JUSTIFY">Ho cominciato a scrivere con un minimo di regolarità negli anni delle superiori. Un fiume di poesie e alcuni romanzi-polpettone, terribili, a scusante dei quali ho solo la mia giovane età. Intorno ai vent’anni ho smesso di provare a scrivere romanzi (per i quali non ero assolutamente pronto) e mi sono concentrato sui racconti. Una grande palestra per acquisire i ferri del mestiere.<br />
Ho cominciato a partecipare ai concorsi letterari e quasi subito ho avuto dei risultati. Non si trattava di premi letterari di gran valore, ma mi hanno dato la voglia di continuare a scrivere.</p>
<p style="text-align:justify;" align="JUSTIFY">E l’unico modo per imparare a scrivere è… scrivere, appunto.</p>
<p style="text-align:justify;" align="JUSTIFY">Negli anni dell’università ci sono stati altri premi e la pubblicazione dei primi racconti in raccolte di autori esordienti editi da piccole case editrici. Pian piano nella mia congenita insicurezza si è insinuato il tarlo che, forse, un po’ di talento c’era.<br />
Intorno alla trentina mi sono sentito pronto a affrontare di nuovo, questa volta con maggiori mezzi, il “passo lungo” del romanzo. La prima stesura di “Nebbie”, per esempio, risale al 1998/1999. Poi c’è stata una seconda stesura nel 2004 con la quale sono arrivato tra i tre finalisti di un premio che oggi è scomparso, ma che ha avuto un bellissima tradizione: il Premio Palazzo al Bosco. Già in quella occasione “Nebbie” andò a un passo dalla pubblicazione con Marsilio Editore.<br />
Tra il 2005 e il 2008 ho cominciato a mandare i miei romanzi in visione alle case editrici. Collezionando i miei bei rifiuti (o la totale indifferenza senza nemmeno una risposta) dalle case editrici grosse e una serie di proposte di pubblicazione “a pagamento” da molte case editrici piccole. Che ho rifiutato. Fino all’incontro nel 2009 con Leone Editore, al quale avevo mandato una versione ancora un po’ acerba di un romanzo in cui credevo e che gli è piaciuto. Ho firmato un vero contratto editoriale, ho lavorato, in tempi molto stretti con un editor molto bravo, e per il mio quarantaquattresimo compleanno mi sono regalato la gioia di vedere “Pinocchio 2112” in giro per oltre 200 librerie in tutta Italia.<br />
Di Leone Editore sono soddisfatto; si è dimostrato un editore corretto e professionale, che beneficia tra l’altro di un’ottima distribuzione (la PDE, il distributore della Feltrinelli, per capirci).<br />
A luglio 2011 ho pubblicato, sempre con Leone Editore, “Luisa ha le tette grosse” e pochi mesi dopo, a settembre, è arrivata la notizia che “Nebbie” era tra i 30 vincitori del concorso “Io scrittore”. Per arrivare ad aprile di quest’anno alla pubblicazione in formato ebook di “Nebbie” con la Mauri Spagnol.</p>
<p style="text-align:justify;" align="JUSTIFY"><span style="color:#ff9900;">Editoria a pagamento sì, editoria a pagamento no?</span></p>
<p style="text-align:justify;" align="JUSTIFY">Editoria a pagamento no.</p>
<p style="text-align:justify;" align="JUSTIFY">Non solo la trovo sbagliata in linea di principio ma, nella stragrande maggioranza dei casi, si risolve in un vicolo cieco nel quale lo scrittore viene abbandonato dall’editore, che ha già realizzato il suo guadagno. Meglio allora l’auto-pubblicazione, sulla quale pure ho delle perplessità, ma che, per lo meno, ha costi molto più contenuti.<br />
E’ fondamentale che passi nei giovani autori il concetto che lo scopo non è essere pubblicati, ma essere letti. Non significa nulla avere (a ogni costo) un libro col proprio nome stampato in copertina, se poi non lo legge praticamente nessuno.</p>
<p style="text-align:justify;" align="JUSTIFY"><span style="color:#ff9900;">Lo staff di Elasticamente ti ringrazia per la tua disponibilità. Ciao, e in bocca al lupo!</span></p>
<p style="text-align:justify;" align="JUSTIFY">Un grazie a voi per il vostro interessamento e a tutti quelli che hanno avuto la pazienza di arrivare in fondo a questa intervista.</p>
<p style="text-align:justify;" align="JUSTIFY">Buone letture a tutti.</p>
<br />Filed under: <a href='http://elasticamente.wordpress.com/category/interviste/'>Interviste</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/elasticamente.wordpress.com/1126/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/elasticamente.wordpress.com/1126/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/elasticamente.wordpress.com/1126/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/elasticamente.wordpress.com/1126/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/elasticamente.wordpress.com/1126/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/elasticamente.wordpress.com/1126/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/elasticamente.wordpress.com/1126/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/elasticamente.wordpress.com/1126/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/elasticamente.wordpress.com/1126/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/elasticamente.wordpress.com/1126/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/elasticamente.wordpress.com/1126/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/elasticamente.wordpress.com/1126/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/elasticamente.wordpress.com/1126/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/elasticamente.wordpress.com/1126/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=elasticamente.wordpress.com&#038;blog=20115495&#038;post=1126&#038;subd=elasticamente&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Dove nasce il sole, Valentina Marchese</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 10:12:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non è possibile considerare Dove nasce il sole di Valentina Marchese come un romanzo, bensì  è lecito parlare di short story, un racconto di media lunghezza, che bada al sodo della narrazione, delineando in maniera essenziale i personaggi, e concentrandosi in maniera mirata, seppur sbrigativa, sulla psicologia dei caratteri indagati. Rachel, ragazza di origini italiane, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=elasticamente.wordpress.com&#038;blog=20115495&#038;post=1120&#038;subd=elasticamente&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1121" class="wp-caption alignleft" style="width: 187px"><a href="http://elasticamente.files.wordpress.com/2012/05/dove-nasce-il-sole.jpg"><img class="size-full wp-image-1121" title="dove nasce il sole" src="http://elasticamente.files.wordpress.com/2012/05/dove-nasce-il-sole.jpg?w=640" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">&#8220;Dove nasce il sole&#8221;, Valentina Marchese, Edizioni La Gru, 2010</p></div>
<p style="text-align:justify;">Non è possibile considerare <em>Dove nasce il sole</em> di Valentina Marchese come un romanzo, bensì  è lecito parlare di short story, un racconto di media lunghezza, che bada al sodo della narrazione, delineando in maniera essenziale i personaggi, e concentrandosi in maniera mirata, seppur sbrigativa, sulla psicologia dei caratteri indagati.</p>
<p style="text-align:justify;">Rachel, ragazza di origini italiane, vive a Chicago, nei pressi di Melroce Park. Dopo essere riuscita ad ottenere un contratto per la pubblicazione del suo primo libro, perde apparentemente l’uso della parola, chiudendosi in se stessa. La madre, preoccupata, si rivolge a degli specialisti per trovare risposte sullo stato di salute della figlia; sarà compito della dottoressa Benson riportare alla vita Rachel, schiodandola dal suo mutismo forzato.</p>
<p style="text-align:justify;">L’autrice dimostra una buona capacità nello strutturare le fila della narrazione, optando per un intreccio alternato, capace di mettere in risalto le vicende personali di Rachel e della dottoressa Benson, che giungono inevitabilmente ad intrecciarsi. Il parallelismo tra le vite dell’una e dell’altra protagonista è piuttosto marcato, se si considera la felicità nella realizzazione di se stesse e la conseguente disfatta morale, che porta a sgretolare le fondamenta del proprio universo in fase di sviluppo e maturazione.<br />
Due giovani ragazze che si aiuteranno l’un l’altra, volontariamente e non, ad uscire da una situazione precaria, alla quale solo il sostegno reciproco può portare beneficio concreto. L’utilizzo di digressioni costanti e la narrazione sfasata su piani temporali differenti permette di mantenere sostenuta l’attenzione nel lettore, che non può non proseguire nella lettura per raccogliere progressivamente i particolari che portano allo scioglimento della questione centrale.</p>
<p style="text-align:justify;">L’utilizzo generoso del discorso diretto è un punto di forza della narrazione, in quanto garantisce una lettura scorrevole e veloce, che non potrebbe essere altrimenti, considerando la natura del libro; una scrittura artificiosa o troppo prosastica sarebbe risultata del tutto fuori luogo. La Marchese con quest’opera pubblicata da “Edizioni La Gru” nel 2010, dimostra una capacità di scrittura di sicuro buona, da valorizzare, perché no, in lavori più corposi ed articolati.</p>
<br />Filed under: <a href='http://elasticamente.wordpress.com/category/generale/'>Generale</a>, <a href='http://elasticamente.wordpress.com/category/libri/'>Libri</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/elasticamente.wordpress.com/1120/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/elasticamente.wordpress.com/1120/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/elasticamente.wordpress.com/1120/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/elasticamente.wordpress.com/1120/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/elasticamente.wordpress.com/1120/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/elasticamente.wordpress.com/1120/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/elasticamente.wordpress.com/1120/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/elasticamente.wordpress.com/1120/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/elasticamente.wordpress.com/1120/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/elasticamente.wordpress.com/1120/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/elasticamente.wordpress.com/1120/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/elasticamente.wordpress.com/1120/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/elasticamente.wordpress.com/1120/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/elasticamente.wordpress.com/1120/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=elasticamente.wordpress.com&#038;blog=20115495&#038;post=1120&#038;subd=elasticamente&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Sabato, Ian McEwan</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 13:16:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mentequivoca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sabato di McEwan è ambientato in una Londra qualunque in un comunissimo sabato qualunque di un qualunque anno dopo l&#8217;11 Settembre 2001, e come protagonista ha Henry Perowne, un neurochirurgo qualunque. L&#8217;autore ci narra di come il protagonista trascorra queste 24 ore, nelle quali eventi quotidiani e ripetitivi danno vita a tante piccole sequenze di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=elasticamente.wordpress.com&#038;blog=20115495&#038;post=1108&#038;subd=elasticamente&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1109" class="wp-caption alignleft" style="width: 202px"><img class="size-medium wp-image-1109" title="sabato" src="http://elasticamente.files.wordpress.com/2012/05/sabato.jpg?w=192&h=300" alt="" width="192" height="300" /><p class="wp-caption-text">&#8220;Sabato&#8221;, Ian McEwan, Einaudi</p></div>
<p style="text-align:justify;"><em>Sabato</em> di McEwan è ambientato in una Londra qualunque in un comunissimo sabato qualunque di un qualunque anno dopo l&#8217;11 Settembre 2001, e come protagonista ha Henry Perowne, un neurochirurgo qualunque. L&#8217;autore ci narra di come il protagonista trascorra queste 24 ore, nelle quali eventi quotidiani e ripetitivi danno vita a tante piccole sequenze di causa ed effetto che porteranno all&#8217;anomalo e inaspettato epilogo. Ma i fatti all&#8217;apparenza banali di cui si compone il Sabato di Henry Perowne non sono solo questo, essi servono da espediente per consentire a McEwan di riflettere intorno ai rapporti familiari e sociali di questo uomo come tanti – all&#8217;apparenza idilliaci ma che nascondono le incrinature tipiche di ogni relazione interpersonale – che si rivelano insicuri e in precario equilibrio, e che altro non sono se non lo specchio dell&#8217;insicurezza e della paura che l&#8217;attentato dell&#8217;11 Settembre ha radicato nell&#8217;animo – e di conseguenza nelle azioni &#8211; di tutti gli Occidentali, sempre all&#8217;erta e pronti alla catastrofe.<br />
Ciò che però alla fine metterà in pericolo il delicato equilibrio dell&#8217;idilliaca famiglia borghese del neurochirurgo – composta da una bella e devota moglie e da due intelligenti e promettenti figli – non sarà il preannunciato attacco terroristico, ma un male molto più comune e vicino alla sua realtà.</p>
<p style="text-align:justify;">Il romanzo può apparire ai più come noioso e prolisso, condito da interminabili e poco interessanti descrizioni di neurochirurgia che non fanno che appesantire la narrazione, e più volte caratterizzato da momenti di stasi in cui la trama non procede e lascia spazio a tediosi pensieri del protagonista fini a se stessi. La verità è che dietro alle importanti e delicate tematiche di cui si occupa McEwan in questo libro, il vero protagonista del romanzo è la prosa dell&#8217;autore. Certo, questo può sembrare un mero esercizio in cui l&#8217;autore voglia sfoggiare il proprio stile: ma che stile! La prosa è talmente ben congegnata e si adatta in modo talmente preciso agli innumerevoli dettagli della giornata del protagonista, che ogni parola appare al proprio posto, nulla è di troppo e persino le descrizioni relative alla professione di Henry Perowne risultano piacevoli. A mano a mano che la narrazione procede ci accorgiamo di desiderare la minuzia di particolari che McEwan utilizza e ci lasciamo trasportare dallo stile labirintico e coinvolgente cui l&#8217;autore ci ha abituati.</p>
<p style="text-align:justify;">
<ul>
<li>dello stesso autore vedi anche <a href="http://elasticamente.wordpress.com/2011/02/27/espiazione-ian-mcewan/" target="_blank"><em>Espiazione</em></a></li>
</ul>
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		<title>Meridiano di sangue, Cormac McCarthy</title>
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		<pubDate>Sat, 05 May 2012 12:45:41 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1105" class="wp-caption alignleft" style="width: 192px"><img class="size-medium wp-image-1105" title="Meridiano di sangue" src="http://elasticamente.files.wordpress.com/2012/05/meridiano1.jpg?w=182&h=300" alt="" width="182" height="300" /><p class="wp-caption-text">&#8220;Meridiano di sangue&#8221;, Cormac McCarthy, Einaudi</p></div>
<p style="text-align:justify;">È nel 1849, al confine tra Stati Uniti e Messico, che si svolge la cruenta storia di <em>Meridiano di sangue</em> di Cormac McCarthy. La narrazione si concentra attorno ad un personaggio in particolare, chiamato dall’autore semplicemente <em>Il ragazzo, </em>ma questo non è che un pretesto per descrivere il vero protagonista del romanzo, ovvero il Male, che nel caso specifico si incarna in una banda di cacciatori di scalpi, alla cui guida risiede Glanton, un personaggio storico realmente esistito.<br />
Il giovanissimo ragazzo, fuggito dal padre alcolizzato, per una serie di sfortunati eventi si ritroverà arruolato nella banda di Glanton. Al fianco di quest’ultimo si staglia l’imponente figura del giudice Holden, un uomo enorme e feroce, la soggezione e reverenza nei riguardi del quale è accentuata dal fatto di essere completamente glabro. Il gruppo, composto di spostati e reietti senza scrupoli, vaga in questi luoghi uccidendo brutalmente, scalpando e depredando chiunque abbia la sfortuna di incontrarli, siano essi uomini o animali. In questa scia di sangue si avvierà la formazione intellettuale e morale del ragazzo, il quale sarà brutalmente iniziato all’insana vita del West.</p>
<p style="text-align:justify;">Il pluripremiato McCarthy con questo romanzo ha dato voce alla sua concezione della natura umana, la quale sarebbe pervasa invariabilmente dal Male, che si manifesta sotto forma di una terribile e immotivata violenza. Lo stile è scarno, crudo come gli uomini di cui racconta, e spesso accidentato e tortuoso come la natura selvaggia e impassibile in cui essi sono costretti a vivere. Dunque la prosa utilizzata dall’autore si ben adatta alla narrazione: se per esprimere un concetto ci vogliono venti parole, McCarthy ne usa dieci, e sceglie le più spietate ed evocative.<br />
Emblematica è la caratteristica del libro per la quale al personaggio principale, al contrario degli altri, non viene assegnato alcun nome, egli viene chiamato semplicemente <em>Il ragazzo</em>; così facendo si vuole assolutizzare la sua esperienza, evidenziare il fatto che tutti sono <em>Il ragazzo</em> e <em>Il ragazzo</em> è tutti. Ma se davvero è così, che speranza c’è per l’uomo? McCarthy direbbe nessuna, perché l’inferno in Terra narrato in questo romanzo – la cui manifestazione più alta è svelata dalla macabra e grottesca danza del Diavolo che ha preso le sembianze di un uomo maestoso e glabro – altro non è che l’inferno dell’uomo, l’inferno del lato torbido e senza possibilità di redenzione dell’uomo, un inferno in cui non esiste alcun <em>deus ex machina</em> pronto a intervenire per salvare “i buoni”, perché di “buoni” non ce ne sono.</p>
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		<title>Satori, Don Winslow</title>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 16:55:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Satori di Don Winslow è a tutti gli effetti il prequel di Shibumi, best seller internazionale scritto da Trevanian nel 1979. Winslow, in un interessante introduzione al romanzo, specifica come l&#8217;idea di scrivere un antefatto alla vicenda di Nikolaj Hel &#8211; protagonista di Shibumi &#8211; sia scaturita dalla grande ammirazione per lo scrittore americano (scomparso nel [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=elasticamente.wordpress.com&#038;blog=20115495&#038;post=1090&#038;subd=elasticamente&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1098" class="wp-caption alignleft" style="width: 204px"><a href="http://elasticamente.files.wordpress.com/2012/05/satori2.jpg"><img class="size-medium wp-image-1098" title="satori" src="http://elasticamente.files.wordpress.com/2012/05/satori2.jpg?w=194&h=300" alt="" width="194" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">&quot;Satori&quot;, Don Winslow, Bompiani, 2012</p></div>
<p style="text-align:justify;"><em>Satori</em> di Don Winslow è a tutti gli effetti il prequel di <em>Shibumi</em>, best seller internazionale scritto da Trevanian nel 1979. Winslow, in un interessante introduzione al romanzo, specifica come l&#8217;idea di scrivere un antefatto alla vicenda di Nikolaj Hel &#8211; protagonista di Shibumi &#8211; sia scaturita dalla grande ammirazione per lo scrittore americano (scomparso nel 2005) e dall&#8217;entusiasmo che caratterizzò la lettura del libro trent&#8217;anni or sono.</p>
<p style="text-align:justify;">Nikolaj Hel, esperto nell&#8217;arte di uccidere a mani nude &#8211; l&#8217;hoda kurosu &#8211; e campione di Go &#8211; noto gioco di abilità orientale &#8211; viene scarcerato dalla CIA con il compito di uccidere Juri Vorosenin , Alto Commissario russo di stanza in Cina. Per assolvere all&#8217;arduo compito, il giovane è costretto a seguire una sorta di corso preparatorio, per diventare in tutto e per tutto un francese, dall&#8217;abbigliamento all&#8217;alimentazione, passando per le abitudini e, soprattutto, la lingua e i modi di fare; compito di prepararlo spetterà ad una prostituta d&#8217;alto borgo, del quale finirà per innamorarsi.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;autore è in grado di strutturare in modo fine ed articolato il proprio romanzo, riuscendo ad equilibrare in modo convincente il pathos dell&#8217;azione e degli intrighi internazionali e le vicende di sfondo, legate alle infatuazioni amorose e ai complicati e spesso dubbi rapporti di lavoro ed amicizia. La psicologia dei personaggi, tratteggiata con scrupolo, non è fine a se stessa, ma è essenziale per calare i caratteri stessi all&#8217;interno della narrazione, cogliendone degli aspetti fondamentali per la comprensione della vicenda. I rapporti tra i protagonisti del romanzo sono paragonabili ad una complicata partita di Go, dove lo spostamento di una pedina nell&#8217;una o nell&#8217;altra posizione è in grado di spostare gli equilibri in maniera decisiva ed irreversibile; i personaggi vengono quindi a trovarsi di fronte a delle scelte complesse, l&#8217;allontanamento dalle quali dipende dal caso o dall&#8217;opportunità.</p>
<p style="text-align:justify;">La scrittura adottata da Don Winslow è modulata su due registri stilistici differenti: nei punti in cui vuole far prevalere i pensieri più profondi ed intimi dei personaggi, opta per una prosa fine ed articolata &#8211; sebbene mai artificiosa &#8211; mentre sceglie una narrazione dialogica e piuttosto rapida per far proseguire la vicenda. Curiosa la scelta di realizzare dei capitoli brevissimi, di poche righe, nei momenti cruciali del romanzo, per focalizzare l&#8217;attenzione del lettore sui diversi punti di svolta della storia raccontata.</p>
<br />Filed under: <a href='http://elasticamente.wordpress.com/category/libri/'>Libri</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/elasticamente.wordpress.com/1090/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/elasticamente.wordpress.com/1090/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/elasticamente.wordpress.com/1090/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/elasticamente.wordpress.com/1090/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/elasticamente.wordpress.com/1090/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/elasticamente.wordpress.com/1090/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/elasticamente.wordpress.com/1090/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/elasticamente.wordpress.com/1090/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/elasticamente.wordpress.com/1090/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/elasticamente.wordpress.com/1090/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/elasticamente.wordpress.com/1090/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/elasticamente.wordpress.com/1090/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/elasticamente.wordpress.com/1090/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/elasticamente.wordpress.com/1090/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=elasticamente.wordpress.com&#038;blog=20115495&#038;post=1090&#038;subd=elasticamente&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Ultimi quaranta secondi della storia del mondo, Stefano Santarsiere</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Apr 2012 08:50:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ultimi quaranta secondi della storia del mondo di Stefano Santarsiere è un romanzo capace di legare insieme le vicende e gli aspetti più disparati – e talvolta insospettabili – degli abitanti di un piccolo paese della Val d&#8217;Agri, in Basilicata. La vicenda ha inizio con il misterioso omicidio di un parroco di paese, conosciuto e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=elasticamente.wordpress.com&#038;blog=20115495&#038;post=1084&#038;subd=elasticamente&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1065" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><img class="size-medium wp-image-1065" title="Ultimi quaranta secondi della storia del mondo" src="http://elasticamente.files.wordpress.com/2012/04/ultimi-quaranta-secondi-della-storia-del-mondo.jpg?w=210&h=300" alt="" width="210" height="300" /><p class="wp-caption-text">&quot;Ultimi quaranta secondi della storia del mondo&quot;, Stefano Santarsiere, AbelBooks, 2011</p></div>
<p style="text-align:justify;" align="JUSTIFY"><em>Ultimi quaranta secondi della storia del mondo</em> di Stefano Santarsiere è un romanzo capace di legare insieme le vicende e gli aspetti più disparati – e talvolta insospettabili – degli abitanti di un piccolo paese della Val d&#8217;Agri, in Basilicata.</p>
<p style="text-align:justify;" align="JUSTIFY">La vicenda ha inizio con il misterioso omicidio di un parroco di paese, conosciuto e molto amato dai fedeli. Le indagini non sono solamente condotte in via ufficiale dalla polizia, vi sono infatti cittadini curiosi ed interessati al caso, oltre a persone che si ritrovano coinvolte in maniera del tutto causale ed indiretta.</p>
<p style="text-align:justify;" align="JUSTIFY">I caratteri indagati dall&#8217;autore sono scandagliati in maniera precisa, tant&#8217;è vero che il lettore può immedesimarsi in ciascuno di essi, cogliendo gli aspetti più profondi della diverse personalità, comprendendo il perché dei differenti comportamenti e modi d&#8217;essere. A lettura conclusa è difficile scrollarsi di dosso la personalità marcata, forte e decisa del commissario Sparagno, i timori del professor Belisario, l&#8217;enigmatico temperamento di Vardegas, l&#8217;opportunismo del giornalista Coppola. La scelta di indagare un buon numero di protagonisti – è difficile asserire chi nell&#8217;opera abbia il ruolo più importante, e definirlo sulla base della maggior presenza nell&#8217;intreccio pare riduttivo – permette di capire come tutti, nessuno escluso, siano legati da un elemento unificante dal peso specifico notevole, una forza superiore che fa convergere verso lo stesso limite i personaggi, legati da un destino comune.</p>
<p style="text-align:justify;" align="JUSTIFY">Al di là di ciò che riguarda direttamente l&#8217;aspetto mistico e il culto primordiale, che si rigenera nel presente, è doveroso segnalare la fine struttura dell&#8217;intreccio del romanzo, in grado di tenere il lettore sul filo del rasoio, grazie alla particolare struttura ad incastro degli avvenimenti. Come in un buon thriller che si rispetti, gli indizi e gli elementi chiave vengono gestiti col bilancino, resi espliciti gradualmente per accrescere il pathos della narrazione. Gli avvenimenti che riguardano i singoli personaggi si alternano in modo sistematico, per aggiornare costantemente il lettore sugli sviluppi delle diverse situazioni; è così possibile capire ed avvicinarsi in maniera progressiva a quel filo rosso che lega indissolubilmente i personaggi.</p>
<p style="text-align:justify;" align="JUSTIFY">Giunti al termine del romanzo gli interrogativi vengono risolti, si rimane però con alcuni dubbi che riguardano l&#8217;aspetto mistico della narrazione; in quest&#8217;ottica – probabilmente – solo una rilettura del libro può garantire una comprensione più profonda della vicenda spirituale.</p>
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			<media:title type="html">Ultimi quaranta secondi della storia del mondo</media:title>
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		<title>La casa del tempo sospeso, Mariam Petrosjan</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Apr 2012 14:40:46 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1080" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-1080" title="La casa del tempo sospeso" src="http://elasticamente.files.wordpress.com/2012/04/la-casa-del-tempo-sospeso.gif?w=200&h=300" alt="" width="200" height="300" /><p class="wp-caption-text">&#8220;La casa del tempo sospeso&#8221;, Mariam Petrosjan, Salani, 2011</p></div>
<p style="text-align:justify;">Opera prima dell’autrice armena Mariam Petrosjan, <em>La casa del tempo sospeso</em> è tutto fuorché un fantasy, come è spesso considerata. Il romanzo si configura da subito come un intenso viaggio senza tempo all’interno delle mura di una casa di cura per bambini e adolescenti disabili, meglio conosciuta semplicemente come “La Casa”. Gli abitanti dell’istituto si dividono in due categorie: da una parte i pazienti, i quali, una volta entrati nella Casa, dimenticano il proprio nome e con esso la propria vita passata, e sono conosciuti solamente con il loro soprannome, deciso in base a qualche caratteristica fisica o del carattere;  dall’altra gli educatori – anch’essi da noi conosciuti con il nome deciso nella Casa – che non sempre riescono a mantenersi nel mondo reale.<br />
La Casa ha regole tutte sue che niente hanno a che vedere con quelle della vita all’infuori di essa, l’Esteriorità; affianco a tali regole vi è tutta una serie di bizzarri – e a volte macabri – rituali e comportamenti, che danno vita a vere a proprie storie immaginarie se viste dall’esterno, ma profondamente vere e vissute dall’interno. La Casa, difatti, vive di vita propria, e non si capisce se siano gli abitanti a diventare parte di essa, o se sia lei a prendere vita in quanto parte dei ragazzi che vi alloggiano; a dimostrazione di ciò, il tempo non scorre in modo lineare, ma si dilata e si contrae secondo la volontà della Casa e quella dei suoi abitanti.</p>
<p style="text-align:justify;">Dieci sono gli anni occorsi all’autrice per terminare quest’opera, che si caratterizza come un romanzo visionario, folle, allucinato, spesso illogico, ma impetuoso come pochi altri sanno essere. Quasi 900 pagine che risucchiano il lettore in un vortice di non-sense, vaneggiamenti e incongruenze, ma anche di amicizia, amore, sogni e speranze. Sì perché i residenti della Casa, seppur con le loro stravaganze, ci appaiono pienamente umani e, all’interno del loro mondo, totalmente e indiscutibilmente “normali”; gli unici handicap dei ragazzini cui veniamo a conoscenza, li apprendiamo tramite i soprannomi, perché è difficile se non impossibile trovarne delle descrizioni. Tra bizzarre avventure e dialoghi folli, i ragazzi si trovano a dover affrontare la prova più importante e dolorosa che la Casa pone loro di fronte: decidere se rimanere ancorati per sempre all’infanzia, oppure saltare nell’Esteriorità e crescere, approdando definitivamente nel mondo degli adulti.<br />
La Petrosyan ha reso a tal punto reali e vivi i protagonisti, che, dopo aver terminato e chiuso il libro, una strana morsa di malinconia attanaglia lo stomaco e si prova l’irrefrenabile impulso di riaprirlo e ricominciarlo daccapo. A distanza di mesi dalla fine della lettura permane ancora un&#8217;insolita nostalgia e l’ancora più insolita sensazione che da un momento all’altro Lord, Cieco, Sciacallo, Sfinge e tutti gli altri (anti)eroi, svoltino l’angolo per portarmi un saluto.</p>
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		<title>Uno studio in rosso, Arthur Conan Doyle</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 10:49:01 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1075" class="wp-caption alignleft" style="width: 203px"><img class="size-medium wp-image-1075" title="doyle" src="http://elasticamente.files.wordpress.com/2012/04/doyle.jpg?w=193&h=300" alt="" width="193" height="300" /><p class="wp-caption-text">&quot;Uno studio in rosso&quot;, Arthur Conan Doyle, Mondadori</p></div>
<p align="JUSTIFY">Primo tra i romanzi di Arthur Conan Doyle con protagonista il famoso investigatore privato Sherlock Holmes, <em>Uno studio in rosso </em>è un giallo davvero ben congegnato. Raccontato in prima persona da Watson, il libro inizia con il casuale e fortuito incontro tra Sherlock Holmes e il dottor Watson, i quali si ritroveranno a condividere il medesimo appartamento e a dividerne le spese. La personalità eccentrica e impetuosa di Holmes intrappolerà in una rete di curiosità quello che diventerà il suo più fidato collaboratore, coinvolgendolo nelle indagini del caso cui Holmes sta lavorando. Il cadavere di un tedesco è stato ritrovato in una casa disabitata, il corpo non presenta ferite ma è ricoperto di sangue: questo il misterioso e intricato assassinio di cui i protagonisti dovranno tirare le fila.</p>
<p align="JUSTIFY">Il romanzo è suddiviso in due parti: nella prima veniamo a conoscenza dei fatti e, attraverso i tortuosi e – a primo acchito – indecifrabili percorsi cui Sherlock Holmes ci conduce, scopriamo chi è il colpevole; nella seconda parte è narrata la vicenda che ha portato all’omicidio, e viene spiegato il filo conduttore dei ragionamenti del detective che hanno portato alla cattura dell’assassino.<br />
La chiave di volta del romanzo di Doyle è certamente la figura del protagonista, senza la quale il libro risulterebbe un giallo piacevole e nulla più. La personalità travolgente e sopra le righe di Sherlock Holmes è ciò che tiene il lettore con il naso incollato al libro. Interessante è la spiegazione che il protagonista stesso fa del suo metodo di lavoro; egli, infatti, individua due caratteristiche che un buon investigatore deve possedere: l’osservazione e la deduzione. Una non implica l’altra e una non può prescindere dall’altra. È solo mediante un’accurata osservazione dei fatti e delle prove – senza macchiarsi di inutili e dannosi preconcetti – e l’applicazione meticolosa dell’analisi logica, caratteristica peculiare di Holmes, che anche il caso all’apparenza più complesso risulta essere di una semplicità disarmante, tanto da far esclamare più volte il protagonista: “Elementare, Watson!”.</p>
<br />Filed under: <a href='http://elasticamente.wordpress.com/category/libri/'>Libri</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/elasticamente.wordpress.com/1074/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/elasticamente.wordpress.com/1074/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/elasticamente.wordpress.com/1074/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/elasticamente.wordpress.com/1074/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/elasticamente.wordpress.com/1074/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/elasticamente.wordpress.com/1074/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/elasticamente.wordpress.com/1074/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/elasticamente.wordpress.com/1074/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/elasticamente.wordpress.com/1074/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/elasticamente.wordpress.com/1074/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/elasticamente.wordpress.com/1074/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/elasticamente.wordpress.com/1074/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/elasticamente.wordpress.com/1074/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/elasticamente.wordpress.com/1074/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=elasticamente.wordpress.com&#038;blog=20115495&#038;post=1074&#038;subd=elasticamente&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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