Sanremo 2011

Roberto Vecchioni, vincitore di Sanremo 2011

Domenica 20 Febbraio 2011, ore 01.00 circa. Sul palco del Teatro Ariston di Sanremo (IM) si è svolta la proclamazione del vincitore del Festival di Sanremo, quest’anno condotto dal cantante Gianni Morandi.

Il primo posto va al Professore Roberto Vecchioni con la canzone “Chiamami ancora amore”, che si è aggiudicato la vittoria con il 48% dei voti, contro il 40% per i Modà con Emma Marrone e la loro “Arriverà”, e il 12% per “Amanda è Libera” di Albano (canzone ripescata la sera prima).

Le tre canzoni finaliste, che sono le vere protagoniste del Festival, sono tutte molto belle: si passa dalla classicità del Professore che poetizza la situazione attuale del nostro paese, alle sonorità pugliesi di Albano Carrisi che tocca un tema importante come quello dell’immigrazione che porta allo sfruttamento. Infine si passa alle sonorità più giovanili dei Modà, che con il loro rock e la carica di Emma (vincitrice di Amici 2010) parlano di un amore che, anche se finito e doloroso, quando meno ce lo aspettiamo tornerà per farci di nuovo sorridere.

Proprio questo gruppo, supportato dall’energica ragazza, era stato dato per vincente ancora prima dell’inizio della gara, mentre i due cantautori non avevano ricevuto abbastanza quotazioni. Sorprendono invece le aspettative che si avevano per Anna Tatangelo con “Bastardo” che la vedevano sul secondo gradino del podio, anche se fin dalla prima serata non è piaciuta alla Giuria Demoscopica presente in sala che l’ha subito eliminata. Ripescata due sere dopo, purtroppo, non è riuscita ad aggiudicarsi il podio, come ha saputo fare Carrisi.

Tra i cantanti che non hanno avuto la possibilità di esibirsi l’ultima sera ricordiamo Max Pezzali che, dopo alcuni anni di pausa, è tornato con le sue sonorità alla 883 che lo caratterizzano, ma anche lo penalizzano dato che le sue canzoni risultano tutte uguali. Comunque si può dire che il suo successo radiofonico di sicuro lo avrà, dato che a partire dal giorno dopo la prima esibizione era già presente in tutte le radio.

 

Sanremo 2011

Da sinistra: Luca Bizzarri, Paolo Kessisoglu, Gianni Morandi

L’ottima scelta delle canzoni in gara va di sicuro a Gianni Morandi, noto cantante che ha fatto con i suoi brani la storia della nostra musica, e bisogna dire che è meglio che continui a fare quello per cui è nato. Tante gaffe. Tanto imbarazzo si poteva leggere nei volti delle vallette di quest’anno, E. Canalis e B. Rodriguez, che ormai avevano il terrore (o così sembrava) di quello che potesse dire o fare il Morandi Nazionale. Quei pochi momenti dove non si notava questo disagio era quando al suo fianco c’erano Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu che riuscivano a trasformare in barzelletta gli errori del presentatore, il quale non si è mai accorto delle enormi figuracce, sorridendo con espressione inebetita.

Due parole vanno spese sia per il duo femminile, che per il duo comico.

Elisabetta e Belen: fin dalla prima sera sono state quasi perfette, vestite dai più famosi stilisti (ne cito alcuni: Armani, Moschino, Versace…) che hanno saputo esaltare la loro bellezza senza cadere nel banale. Inoltre sono riuscite a smentire tutte quelle malelingue che giravano da mesi sul fatto che fossero rivali, dimostrandosi, a sorpresa, più unite di tante altre, arrivando persino a complimentarsi a vicenda e ringraziandosi con un bacio spontaneo sulla guancia. Un bel 10+!

Luca e Paolo: un tassello importante di questo festival. Hanno dato vivacità ad una cosa scritta, studiata, imparata a memoria e in alcuni pezzi non sentita; invece con le loro battute, alcune non preparate, sono riusciti a dare a questo Festival quella comicità sana, la satira non forzata, non di parte. E guai dire a Luca che sono stati bravi ad essere bipartisan nel ringraziare la Rai (per averli chiamati) e Mediaset (per averli lasciati andare), che subito scatta in uno sfogo dove specifica che se dice quello che pensa non deve essere catalogato come una parte o l’altra o bipartisan: bisogna essere liberi di dire quello che si pensa. Con queste poche parole non programmate, inaspettate, ha scatenato l’applauso del pubblico, che neanche durante le esibizioni dei cantanti è stato così presente. 10 con Lode!

Non si può non commentare la presenza di Benigni, che ha tenuto gli spettatori incollati allo schermo per 50 minuti, ed ha chiuso in bellezza con una toccante versione dell’Inno di Mameli (“che era minorenne quando l’ha scritto”, cit.) recitato a cappella, nell’assoluto silenzio del teatro Ariston.

Per quest’anno è andata così, ma speriamo proprio che per il prossimo, le “Mazze” (Mauro Mazza, direttore di RaiUno, e Gianmarco Mazzi, direttore artistico) non propongano di nuovo Morandi.

 

immagini tratte da www.televisionando.it , www.67radio.com

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