BlameTipo: Manga, Shonen manga

Genere: Fantascienza, Cyber punk, Shonen

Autore: Tsutomu Nihei

Nihei non nasce come disegnatore, nasce come architetto. Si laurea in Giappone e lavora a New York prima di ritornare in patria ed iniziare la carriera di mangaka. BLAME! è il suo primo titolo.

Nome in codice: BLAME!

Un’onomatopea giapponese, il rumore secco di una pistola che echeggia nella megastruttura. L’utilizzo di un riferimento sonoro nel titolo è un espediente sfruttato anche in altre occasioni.

Trovo sensato chiedersi se nell’intenzione di Nihei non vi fosse anche un riferimento alla parola inglese blame che significa “colpa”, ma anche “accusa”, “critica”.

Trama

“Maybe on Earth, Maybe in the Future”.

Questa frase è presente sulle copertine di tutti i numeri della serie, ed è il concept su cui si basa tutta l’opera. La Terra (“on Earth?” ) è ora ricoperta da una megastruttura chiusa in acciaio che si estende per miglia e miglia, sia in orizzontale che in verticale. Immense costruzioni metalliche si alternano ad abissi sconfinati apparentemente senza fondo. È qui che l’autore esprime il meglio di sé e della sua formazione, in ambienti mozzafiato in cui dominano le tinte cupe e scure, tanto realistici quanto assurdi, dove l’”uomo” non è altro che una formica all’interno di un alveare. Un alveare pieno di insetti, alcuni quieti, alcuni amici, altri ostili. Esseri di silicio perseguono i loro misteriosi obiettivi, spietate Safeguard uccidono indiscriminate chiunque gli si pari davanti secondo una logica tanto precisa quanto distorta mentre altre proteggono gli uomini mosse da un senso di compassione e dovere più umani dell’umano. Gli “uomini” non sono gli essere umani che conosciamo, sono creature mutate da secoli di condizioni ambientali avverse che cercano in tutti i modi di sopravvivere e difendersi, ma il cui destino pare ormai segnato.

Il protagonista è un ragazzo con una missione semplice e al tempo stesso misteriosa: trovare esseri umani dotati di un particolare gene in grado di accedere alla Rete Terminale, un database che raccoglie una enorme quantità di informazioni. Chi è? Quali sono le sue motivazioni? Poco traspare dalle sue parole o dal suo volto. I dialoghi sono scarni, brevi, essenziali. La storia scorre veloce tra le pagine senza una trama lineare apparente, alternando combattimenti rumorosi a desolate panoramiche mozzafiato dove il protagonista quasi scompare e il silenzio domina sovrano. È il tratto dell’autore, inconfondibile, impossibile non riconoscerlo. Un viaggio in un abisso enorme e oscuro che in realtà ci porta a viaggiare nell’animo del protagonista, nella sua evoluzione in cerca di qualcosa che non riesce mai ad afferrare, dove forse la ragione si trova nel viaggio stesso.

Curiosità

Nell’edizione italiana sono stati pubblicati 10 volumi (detti Tankbook).

Esiste un volume singolo “NOISE” (altro riferimento onomatopeico) collegato con le vicende di BLAME! e un’altra serie di 6 tankbook, BIOMEGA, che racconta eventi che sembrano avvenuti in un passato molto remoto.

Durante la raccolta di informazioni per la stesura di questa recenZione ho scoperto numerose critiche alla traduzione italiana. Pare che in molte parti non sia fedele e anzi distorta. Tuttavia non si trattava di esperti di lingua giapponese che avevano letto l’originale, ma di comuni lettori che avevano letto il manga in inglese, trovando questa traduzione paradossalmente molto più comprensibile di quella italiana.

Sono in procinto di leggerla, questa versione inglese, quindi è possibile che, dopo averla letta, io modifichi questo articolo.

Razioistinto

Ho acquistato questo manga dopo che per anni l’ho visto pubblicizzato su altri manga che leggevo, incuriosito soprattutto dalla presentazione: “Maybe on Earth, Maybe in the Future”.

La lettura mi ha colpito moltissimo, la mancanza apparente di trama e la scarsità dei dialoghi hanno accentuato l’impressione che il manga “si leggesse da solo”, pagina dopo pagina, lasciandomi completamente immerso nel viaggio e ipnotizzato da queste ambientazioni futuristico-surreali, preda di mille emozioni: paura, angoscia, solitudine, curiosità.

Non esagero dicendo che Tsutomu Nihei sia diventato con questa e con le altre sue opere il mio autore giapponese preferito. Attendo con ansia la sua prossima opera.

 

immagine tratta da www.animeresimleri.com

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