E allore mamboGenere: commedia

Regia: Lucio Pellegrini

Anno: 1999

Durata: 93 min.

Attori: Luca Bizzarri (Stefano), Paolo Kessisoglu (Mauro Paternò), Luciana Littizzetto (Lisa), Maddalena Maggi (Antonella). Con la partecipazione di Enrico Bertolino , Gianni Fantoni e Gigio Alberti.

 

Stefano, sposato con Lisa, un bel giorno si scopre miliardario. Così, stufo della propria vita e delle troppe responsabilità, decide di trasferirsi a Bologna per rivivere quei momenti universitari che tanto gli mancano.
Contrario a questa scelta è l’amico avvocato Mauro, che prova in tutti i modi a farlo ragionare, soprattutto perché andrebbe contro i propri principi; ciò nonostante alla fine cede al denaro offertogli e diventa suo complice.
A Bologna Stefano, che qui si presenta come Ruben, conosce Antonella, con la quale inizia una relazione che lo porterà a costruirsi una nuova famiglia, contro ogni sua volontà. Si trova così a vivere in due città diverse la vita che voleva abbandonare…

Il film tocca dei punti dolenti del precedente decennio, alcuni dei quali risultano più marcati oggi rispetto a quando è stato girato.
Si parte dall’insoddisfazione dell’uomo nei confronti della propria vita, prodotta soprattutto da scelte prese quando ancora non aveva la maturità per affrontarle, convinto che avrebbero potuto giovargli. Anni dopo  si accorge di non essere mai riuscito a realizzarsi, si sente succube di una sindrome di Peter Pan che appena trova l’occasione gli fa compiere gesti “folli”, rendendolo inconsapevole del fatto che potrebbero solo rincarare le dosi di delusioni che si porta appresso.
Altro punto saliente è la moralità, legata alla tentazione.
Chi, scoprendo di avere miliardi illegali nel proprio conto non ne approfitterebbe? O per lo meno, chi non sarebbe tentato di farlo? E chi, sebbene contrario all’illegalità e devoto ai propri familiari, non si ritroverebbe ad accettare una cospicua somma per aiutare un amico?

Nel film più di tutti è l’avvocato Mauro che si trova a lottare tra la sua moralità e le tentazioni presentategli dall’amico: non vorrebbe aiutarlo, è contrario al fatto che si tenga il denaro e soprattutto non lo usi per la famiglia; d’altra parte però gli viene offerta una bella cifra di denaro e allora non si può non aiutare un amico in difficoltà.
A questo punto è d’obbligo parlare di amicizia: anche se legata al denaro, si sarà sempre leali nei confronti di un legame indistruttibile, quale è quello con la persona ritenuta amica. Proprio in questo caso ritengo opportuno sottolineare la parola lealtà perché passa come unico messaggio positivo, sebbene sia assente nei confronti della famiglia.
Un film che può risultare banale, la classica commediola all’italiana, ma che se guardato con occhi più attenti può portare a porgersi delle domande “di vita” e magari può aiutare ad affrontare alcune situazioni.

 

immagine tratta da http://www.bonifacci.it

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