Scent of a woman - Profumo di donnaGenere: Drammatico

Regia: Martin Brest

Anno: 1992

Durata: 150 min.

Attori: Al Pacino (tenente-colonnello Frank Slade), Chris O’Donnell (Charlie Simms), Philip Seymour Hoffman (George Willis Jr.)

 

Charlie Simms, studente assegnatario di una borsa di studio, per arrotondare le sue scarse finanze, decide di assistere un cieco, burbero, ex colonnello durante le festività legate al giorno del Ringraziamento. Inconsapevole dell’intraprendenza dell’uomo, si ritroverà a soggiornare a New York, tra hotel sfarzosi e locali lussuosi, con tanto di limousine e autista al seguito. Suo compito sarà quello di assecondare in tutto e per tutto il vecchio, incapace di porgli quel limite impostogli dalla figlia, oltre a salvaguardarne la salute. Instauratosi un legame di complicità tra i due, toccherà poi all’ufficiale rendersi utile al giovane, supportandolo ed agendo in prima persona, per risolvere alcune beghe legate alla sua carriera scolastica.

Con un’interpretazione magistrale – tanto da essere premiata con l’Oscar al miglior attore nel 1993 – Al Pacino è riuscito a far trasparire come l’amore incondizionato nei confronti della donna è una passione che non può essere impedita o limitata da un deficit fisico, anche se talmente accentuato da impedire di ammirare l’oggetto del desiderio. Il solo profumo, la fragranza che attornia una donna, è indice di femminilità, matrice in grado di far innamorare un uomo, anche solo platonicamente. Il carattere ruvido e scontroso di un tenente-colonnello congedato viene dunque ad addolcirsi, a subire una radicale trasformazione in presenza di una donna. L’uomo senza peli sulla lingua, capace di dare contro a tutto e tutti, si trasforma in raffinato corteggiatore, cavaliere che attende l’amore, pur ostacolato dagli impedimenti fisici.

Non sono il tentato suicidio, la linea telefonica erotica o le frequentazioni di donne di malaffare a dover giudicare il protagonista, alla ricerca di un’evasione dalla monotonia e dalla depressione di una vita sin troppo limitante. In questo senso il viaggio a New York, funge da apertura al mondo che gli è precluso. Apertura che non gli impedirà di aver una ricaduta nel suo male di vivere e nei frequenti tentativi di togliersi la vita, eventualità sventate dal suo ingenuo, ma inconsapevolmente capace giovane accompagnatore.

 

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