Genere: Drammatico

Regia: Ricky Tognazzi

Anno: 2011

Durata: 110 min.

Attori: Alessandro Gassman (Diego), Amr Waled (Walid)

Quel giorno è Diego a portare suo figlio disabile a fare le terapie, e proprio mentre lo aspetta incontra l’arabo Walid, padre anche lui di un bambino malato. I due diventano amici grazie ad un’assidua frequentazione, si danno conforto a vicenda ed è proprio l’amore che l’arabo mostra verso il proprio figlio che porta Diego ad amare ed avvicinarsi veramente al suo.
Ma qualcosa non torna… improvvisamente quest’ultimo viene prelevato dal suo posto di lavoro e portato in una villa abbandonata. Qui viene a conoscenza di fatti che gli erano stati nascosti ed inizierà un pericoloso percorso alla ricerca di Walid.

Il Padre e lo Straniero, tratto dal libro omonimo di Giancarlo De Cataldo, parla di due culture diverse che si incontrano. Un confronto tra due modi distinti di amare il proprio figlio: chi lo vede come una benedizione, la “nour enayyi” (luce dei miei occhi); chi invece non riesce ad avvicinarlo, timoroso di fargli male.
Appena i due protagonisti iniziano a frequentarsi, in Diego nasce un sospetto su questo sconosciuto, anche se non ci dà importanza;  ma allo spettatore ciò rimane impresso, e il resto del film viene seguito con occhio investigativo. Questo voler capire ciò che c’è di sbagliato in Walid è dovuto alla diffidenza che ormai è instaurata nella nostra cultura nei confronti dello “straniero”; ed il bello della pellicola sta proprio nel far capire che, in alcuni casi, l’“altro” è persino meglio di noi.

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