Enrico IV

"Enrico IV", William Shakespeare, Mondadori

L’Enrico IV di William Shakespeare è uno dei tanti drammi che riconoscono l’indiscusso valore del poeta e drammaturgo inglese. Suddiviso in due parti, testimonia la vita travagliata del giovane Hal (che erediterà la corona paterna sotto il nome di Enrico V) e il suo passaggio dall’inettitudine alla gloria.
Le due parti dell’opera vertono su due confronti essenziali, entrambi riguardanti il giovane principe. Onore e dissipatezza sono i cardini sui quali si basa il raffronto tra Hal e Hotspur, rampollo della casata dei Percy. Il primo, macchiato dal disonore, si riscatta proprio nel duello uno contro uno, surclassando chi, prima di allora, era ritenuto emblema e onore della propria casata.
Disordine e ordine, invece, fanno capo al confronto intrinseco tra il principe e Falstaff, personaggio allegorico dell’immoralità, la cui figurazione, nell’opera, è sicuramente la meglio riuscita.

Falstaff primeggia nel mondo della disonestà, il suo codice morale è totalmente inverso al buon senso comune; è questo suo essere millantatore ed imbroglione a farne un carattere comico e buffo, la cui grande vitalità lo rende indistruttibile all’interno dell’opera. Nella prima parte, il principe gli è strettamente legato, è suo compagno di scherzi e bevute nelle taverne, e solo quando decide di interrompere la sua licenza festiva ed assumersi le proprie responsabilità, se ne staccherà.
Falstaff rimane dunque un eterno ragazzo nel corpo di un vecchio grasso e macilento, Hal, invece, mette a punto la sua risalita nella gerarchia regale, si assume le proprie responsabilità e ottiene i risultati sperati nella battaglia campale di Shrewsbury. Lo stesso re padre stenta a credere alla rinascita del figlio, bollato sempre negativamente, considerato come il figlio che nessun re si augurerebbe di avere.
La vera prova di forza del principe, si avverte nel finale, quando elimina completamente i suoi residui sgangherati e festaioli, allontanando dal regno, e fingendo di non riconoscere, il suo vecchio commilitone, il quale voleva creare un nuovo regno, rivestendo inettamente un ruolo prominente.

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