Kandinskij a Serravalle di Vittorio Veneto (TV)?

Ebbene sì. O per lo meno questo è quello che sembrava dal titolo “Kandinskij e le Avanguardie Russe”, relativo alla mostra che si è tenuta dal 19 febbraio al 20 marzo alla Galleria Area21 di Serravalle.
L’obiettivo dell’Associazione VenetoArte è stato quello di dare una dimostrazione delle diverse emozioni che i pittori hanno voluto imprimere sulla loro tela, con l’ausilio delle tempere o del pastello o dell’olio. Ma trovandosi di fronte al nome dato alla mostra quello che più ci si aspetta è di rimanere colpiti dai colori sgargianti di Kandinskij, dai suoi primi paesaggi, passando poi alle forme più astratte e a quelle più geometriche a volte cupe.
Altre aspettative di cui l’appassionato d’arte, o il semplice curioso, sono investiti riguardano le “avanguardie russe”:
viene normale pensare che si troveranno alcuni tra i nomi più noti e non del suprematismo, del futurismo e cubismo russi.
Purtroppo tutte queste speranze svaniscono una volta superati i primi tre quadri posti all’ingresso, rigorosamente di artisti ucraini (es: Gritchenko) influenzati dai cubisti; successivamente si entra in una stanza con una decina di quadri suprematisti, tra i quali va ricordata l’opera di Vatagin.

Salendo una piccola rampa di scale si osservano alcune tele astratte di vari artisti, alcune delle quali ricordano molto il lavoro del più noto pittore russo. Si arriva in un piccolo soppalco dove sono esposti cinque quadri futuristi e lo studio preparatorio di Kandinskij, un foglio A4 suddiviso in due: nella parte superiore si trovano due schizzi a matita, che sovrapposti e riempiti dai colori, danno vita all’opera posta nella parte sottostante.
Come viene spiegato nel foglio illustrativo della mostra, una causa della mancanza di molte opere astratte di Kandinskij è anche l’insufficienza di fondi per supportare tali spese; di conseguenza c’è da chiedersi se fosse necessario mettere in primo piano l’artista, non avendo abbastanza tele da esporre, o se invece non si potesse semplicemente intitolare “Le Avanguardie Russe” senza creare aspettative inutili.

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