"Il mondo nuovo", Aldous Huxley, Oscar Mondadori, 2009

Brave new world, questo il titolo originale dell’opera più famosa di Aldous Huxley. La sua importanza la include, a diritto, nell’immaginaria trilogia distopica, insieme a 1984 di Orwell e Fahrenheit 451 di Bradbury. Ambientato nell’anno di Ford 632 (il nostro 2540) Il mondo nuovo descrive una società basata sulla produzione in serie, non solo delle merci, ma soprattutto degli esseri umani. La riproduzione umana è extrauterina, affidata interamente alla tecnica. Gli embrioni umani sono sviluppati in luoghi appositi, e vengono nutriti e privati di ossigeno a seconda della casta cui apparterrà l’individuo, di modo che il condizionamento dello sviluppo embrionale comporti un adattamento al ruolo, già designato, che avrà nella società. Così un embrione destinato ai lavori umili sarà privato dell’ossigeno, per limitarne le facoltà intellettive. La ragione è che ognuno deve essere soddisfatto del ruolo che ricopre. A questo scopo esiste una droga, chiamata “soma”, da utilizzare nei momenti di insoddisfazione e stanchezza. Dunque tutto mira alla “felicità” degli individui, perché un individuo soddisfatto della propria mansione è un individuo che non si ribella. Questa felicità artificiale ha, però, degli effetti collaterali, tra i quali la perdita delle emozioni e della propria individualità; bandita è la cultura, i libri sono infatti considerati dei mezzi sovversivi.

È evidente come Huxley nel 1932, anno di pubblicazione del romanzo, immaginasse una società che per alcuni aspetti è l’estremizzazione di quella attuale. L’omogeneità degli individui è anche lo scopo delle multinazionali odierne, guidate dal capitalismo: mentre ne Il mondo nuovo essa avviene per manipolazione genetica; nel corpo sociale attuale gli individui sono bombardati da stereotipi e cliché, attraverso i mezzi di comunicazione di massa, con lo scopo di eliminare ciò che di individuale permane nel soggetto. In entrambi i casi le merci vengono spogliate del loro carattere culturale, che è l’unico capace di formare le coscienze.

Anche l’educazione ipnopedica del mondo huxleyano può essere un termine di paragone con la società del ventunesimo secolo. Tale metodo consiste nel martellare il cervello di persone che dormono con concetti che devono essere appresi. Attraverso i mezzi di comunicazione, la società attuale opera il medesimo condizionamento, seppur in modo meno esplicito, utilizzando messaggi subliminali.

Straordinaria appare anche l’importanza che Huxley attribuisce alla genetica. Tutto, nel romanzo, ruota intorno all’evoluzione tecnica che permette di condizionare gli embrioni. Ciò però avviene nel 1932, due decenni prima della scoperta della struttura a doppia elica del DNA e del suo ruolo nell’ereditarietà.

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