"Il garofano rosso", Elio Vittorini, Mondadori

Il garofano rosso di Elio Vittorini, opera valutata in maniera negativa – alla stregua di un non-romanzo – dallo stesso autore, viene pubblicata solo nel ’48 per la censura imposta durante il regime fascista.
Alessio Mainardi è un adolescente ribelle, diviso tra la rivoluzione politica e quella amorosa. Una vita sentimentale, la sua, orientata da una parte a difendere un illusorio pegno d’amore, un garofano rosso donatogli da Giovanna, e dall’altra a soddisfare le proprie pulsioni, concretizzando la sfera sessuale con Zobeida, prostituta con una vita misteriosa. A ciò si aggiungano le preoccupazioni, le ansie dell’adolescente, descritte con una puntuale e attenta analisi psicologica.

Un romanzo di formazione, un’opera a tratti suggestiva, a tratti confusa. Il contatto con la realtà è un’istanza percepibile lungo le pagine. Lo scenario politico, la marcia su Roma, l’occupazione fascista sono viste con gli occhi spontanei del protagonista, troppo giovane per porsi delle domande, troppo rivoluzionario per starsene con le mani in mano. È evidente come la dinamica della presa del potere da parte di Mussolini eserciti un’attrattiva sul giovane Alessio e così pure sui suoi coetanei, che assumono posizioni politiche equivoche e superficiali, ignorandone le profonde inclinazioni ideologiche.
Risposte poco certe sono date al protagonista da Tarquinio, amico e compagno di stanza di qualche anno più grande, capace col tempo di giungere ad una tardiva maturazione, che lo porta a realizzare quali siano i meccanismi della società, rilevandone il marcio.
Alessio comincia pertanto a disilludersi di ciò di cui si era persuaso senza saperne il motivo. L’unica consolazione pare essere ciò che dà riscontri immediati: il concretizzarsi degli impulsi sessuali, che sembrano portare il protagonista alle soglie di un’esperienza mistica.
L’autore ci presenta un processo di maturazione non ancora completato, che necessita del supporto di più individui (famigliari, amici, amanti) per giungere solo ad una parziale realizzazione. Un percorso di formazione, dunque, che conduce ad un nuovo punto di partenza.

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