“Ricerche Filosofiche”, Ludwig Wittgenstein

Le Ricerche filosofiche è il testo con cui Wittgenstein intende confutare le sue precedenti teorie contenute nel famosissimo Tractatus logico-philosophicus. In quest’ultimo, l’autore sostiene la tesi che l’unico modo per conoscere la realtà sarebbe attraverso la logica. Le parole hanno senso solo se rappresentano un oggetto empirico; dunque, parole come “anima”, “Dio” sono prive di significato. I problemi legati a tali parole sarebbero finti problemi filosofici, ma solo errori del linguaggio. Compito della filosofia viene ad essere quello di svelare tali problemi fittizi.

L’aspetto forse meno conosciuto delle Ricerche filosofiche è l’importanza che la figura di Agostino riveste per Wittgenstein. La prima cosa che si nota quando si apre il testo è una citazione dalle Confessioni del filosofo medievale, nella quale sostiene di aver imparato a parlare da solo, senza l’aiuto di altri. Wittgenstein rivede in un autore di molti secoli prima la stessa concezione che egli espresse pochi anni prima nel Tractatus. L’autore vuole, dunque, confutando Agostino, confutare la sua stessa opera. L’errore di Wittgenstein è di aver decontestualizzato la citazione in questione. Se egli ne avesse mantenuta anche la conclusione, la citazione avrebbe assunto un significato completamente diverso. Infatti, nel passo completo, Agostino afferma sì di aver imparato a parlare da solo, ma solo all’interno di un contesto sociale specifico. Ma questo è anche ciò che afferma Wittgenstein nelle Ricerche filosofiche a proposito del gioco: se qualcuno affermasse che il giocare consiste nel muovere cose su una superficie, secondo certe regole, noi risponderemmo che questa non è una definizione adatta a tutti i giochi, ma solo a quelli su scacchiera. La definizione è dunque corretta all’interno di un determinato contesto.

Il valore che Agostino acquisisce per Wittgenstein non si limita, però, a questo errore. Il filosofo austriaco intende scrivere le Ricerche filosofiche sullo stesso stampo delle Confessioni agostiniane. La sua vuole essere una vera e propria confessione, non di certo con Dio perché sarebbe stato anacronistico, ma con se stesso. Così come l’opera di Agostino è una biografia, lo stesso sono le Ricerche filosofiche per Wittgenstein. L’importanza della biografia, per il pensatore novecentesco, risiede nella sua affinità con la filosofia: così come la biografia è chiarezza su se stessi, così la filosofia è chiarezza sulla verità.

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