"La casa degli spiriti", Isabel Allende, Feltrinelli, 2010

Un libro che si conclude proprio nello stesso punto in cui era cominciato. La ciclicità della vita.
La casa degli spiriti di Isabel Allende, libro che l’ha consacrata come scrittrice di grande successo, racchiude molti percorsi di vita all’interno dello stesso romanzo, nelle falde di una stessa famiglia.

Esteban Trueba narra la gran parte delle vicende ed è lui medesimo il protagonista assoluto dello svolgimento del romanzo, tra ascesa al potere, intrighi politci, violenze, golpe militari e apparenti pentimenti. Promesso sposo di Rosa Del Valle, alla sua prematura scomparsa ne sposa la sorella Clara, ragazza particolare e taciturna, poco propensa alla vita sociale e caratterizzata dalla bizzarra capacità di parlare con gli spiriti, mettendosi in contatto con loro attraverso il suo tavolino a tre gambe.
La casa dei due, costruita dalle fondamenta con i migliori materiali, e arredata con suppellettili di inestimabile valore per volere supremo di Esteban, diviene col tempo un luogo incantato, nel quale Clara può comunicare in piena libertà con i fantasmi, rieccheggiandone, lei stessa, le movenze. Le sue capacità soprannaturali le permetteranno addirittura di mettersi in contatto col marito violento, una volta abbandonata la vita terrena.

Ciò che sorprende nel romanzo della Allende è la varietà di storie che si intrecciano nella vita di un’importante famiglia cilena nella prima metà del ‘900, oltre all’abile caratterizzazione che la scrittrice conferisce ai propri personaggi principali. Si ricordino il mansueto e caritatevole Jamie, medico sempre pronto ad aiutare il prossimo, ed il fratello Nicholas, ascetico e dalla mentalità aperta; Pedro Terzo Garcia, compositore e promulgatore dei valori comunisti, fiero oppositore di Trueba e innamorato della sua stessa figlia, oltre ad Alba, nipote ribelle, rivoltosa ma allo stesso tempo legata a valori capitalisti.

Il romanzo, terzo in un’ideale trilogia, è in realtà il primo romanzo di Isabel Allende che, visto il successo del libro, ha ritenuto opportuno scrivere due prequel. Pur ricco di contenuti, vicende ben orchestrate e personaggi definiti con perizia, lo stile narratologico risulta spesso troppo lento, incidentato per le numerose pause all’interno dei lunghissimi periodi. La lettura non risulta dunque immediata. Resta personale la considerazione che una buona cernita di descrizioni e vicende davvero secondarie renderebbero il libro assolutamente più piacevole e meno pesante per il lettore medio.

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