"Alta fedeltà", Nick Hornby, Guanda, 2009

Alta fedeltà si apre con “le cinque memorabili fregature (sentimentali) di tutti i tempi” di Rob Fleming, le quali avrebbero l’utilità di autoconvincere il protagonista che l’ultima cocente delusione non è loro pari. Come in breve scopriremo questa convinzione si rivelerà solo un vano espediente. Quello che ci aspettiamo di trovarci di fronte, l’autore di tali escamotage, è un ragazzino nel pieno di una crisi adolescenziale; al contrario Rob è un trentacinquenne talmente appassionato di musica da fare di essa il suo lavoro, un negozio di dischi, e da considerarla l’unico termine di paragone con il quale valutare gli avvenimenti della sua esistenza. Il protagonista si trova in quella fase della vita, a lui giunta forse tardivamente, in cui si tirano le somme e si compie il grande passo di varcare la soglia della maturità abbandonando l’adolescenza. Il carattere totalizzante della musica permea le pagine dell’intero romanzo. Le puerili – ma allo stesso tempo esilaranti – risposte che Rob fornisce ai più banali interrogativi, sono sempre accompagnate da citazioni di canzoni o artisti musicali. Sì, perché la decisione di frequentare o meno una persona deriva dalla sua collezione di dischi; lo stesso vale per le cinque migliori canzoni, o i cinque migliori album di tutti i tempi, classifiche capaci di creare il più grande scompiglio tra tre adulti, o presupposti tali, amici.

La capacità di Nick Hornby di trattare argomenti profondi, quali sono gli interrogativi esistenziali che accompagnano un’intera generazione di trentenni, in modo semplice e limpido è il punto forte del romanzo. Senza mezzi termini e privo di qualunque virtuosismo linguistico Alta fedeltà esprime esattamente ciò che in molti provano: l’inadeguatezza, l’infantile suscettibilità, il dire la cosa sbagliata al momento sbagliato, l’opprimente sensazione di aver fallito in ogni campo. Ed è questa sua capacità di far immedesimare il lettore con il protagonista, questo sentirsi soffocati dalle sue stesse responsabilità, che volentieri si rifugerebbe, che fanno dell’opera prima di Hornby, un vero e proprio manuale per chi vuole aiutarsi e non farsi aiutare.

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