"Due storie sporche", Alan Bennett, Adelphi, 2011

Bugie, donne di mezza età e particolari “piccanti” sono gli ingredienti di Due storie sporche, nuovo doppio racconto di Alan Bennett, a buona ragione uno degli scrittori più apprezzati della Gran Bretagna.

I due racconti narrano le vicende compromettenti – ma non troppo – di due nuclei familiari particolari, che si ritrovano di fronte a situazioni al limite del surreale, condite da odii, menzogne e “cose dette a metà”. Nel primo racconto, Mrs Donaldon ringiovanisce, viene proposta la parabola discendente o ascendente (a seconda dei punti di vista) di una donna che si concede ad un piacere tutto particolare e voyeuristico; Mrs Forbes non deve pagare, invece, si cala maggiormente nelle trame di una vita familiare e coniugale non ben “intrecciate”, sempre sul punto di smagliarsi ed esplodere.

La scrittura adottata da Bennett è semplice, diretta ed immediata, tale da consentire una lettura agile ed appassionata; sì, perché queste due short stories si leggono tutte d’un fiato, non per la brevità dei racconti stessi, ma perché sono in grado di tenere sulla corda il lettore. La curiosità porta inevitabilmente a voler scoprire «cosa accade dopo», sebbene – c’è da dirlo – nelle vicende non vi siano degli sviluppi inaspettati e insospettabili; è la voglia di “farsi i fatti degli altri”, il gossip, ad avere la meglio, prevalendo su tutto. La struttura dei mini – romanzi e la semplicità e limpidezza con cui sono trattati i fatti, garantiscono al lettore di immergersi e non scollarsi dalle pagine, fino a libro ultimato.

Colpisce positivamente anche l’originalità nel trattare determinate tematiche, che di particolare hanno ben poco. Se una delle due trame fosse state sviluppata e resa quale romanzo, probabilmente ora si starebbe parlando di una grande saga familiare differente da quelle dei grandi romanzieri anglofoni, o di un romanzo soft pulp, sebbene tale definizione possa risultare un po’ azzardata. Ciò che ci rimane, comunque, sono due racconti auto conclusivi, che proprio nel loro essere “spicci” hanno il loro punto di forza.

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