"Zia Mame", Patrick Dennis, Adelphi

Acclamato a gran voce come un capolavoro umoristico, Zia Mame di Patrick Dennis narra le vicende dell’autore, rimasto orfano all’età di 10 anni e costretto a vivere con l’estrosa e originale zia Marion Tanner, soprannominata Mame. Il romanzo è strutturato in undici capitoli, ciascuno dei quali racconta un episodio della vita dei protagonisti, episodi che spaziano nel tempo e che non sono collegati l’uno all’altro se non da pochi riferimenti, e che dunque possono essere considerati ciascuno un racconto a sé stante. Minimo comun denominatore dei racconti è l’impulsiva, curiosa e stravagante zia Mame – contornata da non meno stravaganti amici – la quale non mancherà di creare disagi al più riservato e conformista nipote. Se all’inizio troverà smoderato il carattere della zia, soprattutto perché verrà da lei coinvolto in tutte le sue avventure, Patrick finirà per apprezzare completamente l’unicità della parente.

Zia Mame non è un capolavoro e men che meno è un capolavoro umoristico. Partendo da questa premessa il romanzo risulta simpatico, ma delude ampiamente le aspettative che lo volevano cagione di risate a crepapelle; tutto ciò che si ottiene è un blando sorriso. Colpevolizzando, per questo, la pubblicità ingannevole, il libro riserva comunque delle piacevoli scoperte. Se debitamente contestualizzato – il romanzo è stato pubblicato per la prima volta negli anni ’50 – Zia Mame ha il merito di avere come protagonista una personalità anticonformista e sopra le righe, non sempre ben accolta dalla mentalità dell’epoca. Da menzionare, in favore dell’autore, è anche la buona caratterizzazione dei protagonisti, che si oppongono dal punto di vista caratteriale, permettendo al romanzo di mantenere i piedi ben saldi nella verosimiglianza: se zia Mame ci appare, in effetti, eccessiva in tutti i sensi, dal vestire, alle azioni che compie, passando per i bizzarri metodi educativi; il coprotagonista Patrick ne è l’esatto opposto, quieto e pacato quasi all’inverosimile.

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