"11", Mark Watson, Einaudi, 2011

Edito nel 2010, 11 di Mark Watson narra le vicende professionali e sentimentali di Xavier Ireland, un dj radiofonico londinese, il quale, nel suo programma notturno, dispensa consigli frettolosi e spesso conditi da luoghi comuni ai cosiddetti “ascoltatori della notte”, ovvero persone comuni che a causa dei più svariati problemi soffrono d’insonnia. Al contrario di quanto fa in radio, Xavier – nella vita quotidiana – si astiene dal compiere qualsiasi intervento nella vita delle persone, giustificandosi con la massima “quel che deve accadere, accadrà”, non sapendo – e pagando lui stesso le spese di questo comportamento – che non c’è niente di più sbagliato. Difatti, è proprio perché un giorno decide di non aiutare un ragazzino in difficoltà che la sua vita e quella di altre undici persone saranno investite da un vortice di eventi dalle conseguenze travolgenti.

Einaudi è spesso garanzia di qualità, e anche questa volta non delude le aspettative. Il romanzo può essere soggetto a più chiavi di lettura, a seconda del lettore. Una lettura superficiale può rivelare un libro piacevole, che scorre senza troppi ostacoli e che alla fine lascia un buon ricordo. Ma se la trama generale può – di per sé – non rivelare grandi qualità soprattutto dal punto di vista della caratterizzazione dei personaggi e della linearità dell’intreccio, la struttura del romanzo ne costituisce l’elemento di originalità. Mascherato dietro un velo di leggerezza, si staglia il vero e complesso tema del romanzo, ovvero la stretta relazione di interdipendenza che in modo naturale lega tra loro le vite di persone che nemmeno si conoscono.
Il libro mette in luce come una ordinaria e, a primo acchito, innocua azione coinvolga – e spesso stravolga – con un irrevocabile effetto a catena la vita di moltissime persone; e cosa ancor più sconvolgente è notare come questo fenomeno avvenga anche per la semplice mancanza di un’azione, perché d’altronde l’astenersi dallo scegliere è pur sempre una scelta. Evocativa, a questo proposito, è l’immagine, presa in prestito dal matematico Lorenz, per cui il battito delle ali di una farfalla in Brasile può provocare un tornado in Texas; con ciò si vuole evidenziare come la più piccola azione può provocare conseguenze molto più grandi, modificando inconsapevolmente e irrimediabilmente la vita di persone che nemmeno immaginiamo esistano.

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