“Dove nasce il sole”, Valentina Marchese, Edizioni La Gru, 2010

Valentina Marchese, 28 anni, insegnante e scrittrice. Come è stato, e quando si è verificato, il tuo approccio alla scrittura?

Ho iniziato a scrivere poesie quando avevo poco più di 9 anni. Poi con l’adolescenza, sono arrivata ai racconti. Il mio primo romanzo, battuto con la macchina da scrivere è venuto fuori a 16 anni. Ho contattato un editore, mi ha conosciuto e seguito, mi ha fatto crescere nel settore con letture e studi vari. Mi ha proibito di scrivere per un po’. Poi mi ha lasciato libera, secondo lui ero pronta per scrivere qualcosa di buono. Aveva ragione, perché da lì è nato il mio primo breve racconto che lui stesso ha pubblicato subito.

Hai all’attivo quattro romanzi, con quattro case editrici differenti. Come è stato il tuo processo di avvicinamento all’editoria? Ci racconti brevemente il tuo iter?

Ho iniziato con un editore della mia città e una pubblicazione a livello regionale.

Poi sono passata a livello nazionale presentando  il primo romanzo anche nella capitale ricevendo parecchie soddisfazioni. Le ultime due case editrici mi sono state vicine, ma per esperienza, oggi posso dire che ognuno segue un suo iter pre e post pubblicazione. Quindi ho vissuto esperienze molto differenti tra loro.

Editoria a pagamento sì, editoria a pagamento no?

Editoria a pagamento no. Sono irremovibile su questo concetto. Credo semplicemente che un editore, se crede in un romanzo, lo pubblica e investe lui stesso su di esso e sull’autore, altrimenti decide di non pubblicare.

Qual è, secondo te, il tuo libro più riuscito dal punto di vista contenutistico? E da quello stilistico narratoriale?

Sono legata a tutti i miei libri, per motivi diversi, ma credo che Dove nasce il sole sia il più riuscito sia dal punto di vista contenutistico che da quello stilistico narratoriale, perché a differenza degli altri,  tratta una tematica molto forte, come la rielaborazione del lutto e soprattutto perché con gli anni, sono cresciuta, sono cambiata, anche il mio approccio con la scrittura si è evoluto e quindi per questo romanzo, credo di aver dato molto di più. Certamente ancora devo crescere molto, ho delle lacune che devo colmare, ma mi sto impegnando, leggendo e studiando diversi autori.

Se dovessi proporre un tuo romanzo ad un lettore, quale sceglieresti?

Sceglierei Amarti immensamente. L’amore vince sempre su tutto.

Scrittore e lettura: hai dei modelli a cui ti ispiri, o ti senti, per così dire, auto-didatta?

Fino a qualche tempo fa ero decisamente auto-didatta. Oggi mi sono resa conto che ho sbagliato ed è stato un grosso errore. Se voglio crescere posso farlo solo imparando da grandi autori.

Scrittore e lettore: com’è il riscontro dai lettori?

Le recensioni e i giudizi che ho ricevuto da chi ha letto i mie libri,sono state tutte positive. Non posso dire il contrario e ne sono felice. Devo rimediare solo sull’unico concetto negativo che mi hanno sottolineato la maggior parte dei lettori : far finire troppo presto i miei racconti. Ci sto lavorando su e ho promesso di accontentarli.

Si dice che lo scrittore trasferisca sui propri personaggi alcuni tratti peculiari della propria personalità. A quale personaggio dei tuoi romanzi ti senti maggiormente legata, e perché?

Sono legata a Rachel di Dove nasce il sole. Credo che lei in fondo è parte di me.  Il suo personaggio è venuto fuori molto facilmente. Non è stato difficile per me renderla viva, descriverla, immaginare di vederla, mentre raccontavo di lei.

Grazie per la tua disponibilità, e in bocca al lupo per il tuo futuro di scrittrice!

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