“Ultimi quaranta secondi della storia del mondo”, Stefano Santarsiere, AbelBooks, 2011

Ultimi quaranta secondi della storia del mondo di Stefano Santarsiere è un romanzo capace di legare insieme le vicende e gli aspetti più disparati – e talvolta insospettabili – degli abitanti di un piccolo paese della Val d’Agri, in Basilicata.

La vicenda ha inizio con il misterioso omicidio di un parroco di paese, conosciuto e molto amato dai fedeli. Le indagini non sono solamente condotte in via ufficiale dalla polizia, vi sono infatti cittadini curiosi ed interessati al caso, oltre a persone che si ritrovano coinvolte in maniera del tutto causale ed indiretta.

I caratteri indagati dall’autore sono scandagliati in maniera precisa, tant’è vero che il lettore può immedesimarsi in ciascuno di essi, cogliendo gli aspetti più profondi della diverse personalità, comprendendo il perché dei differenti comportamenti e modi d’essere. A lettura conclusa è difficile scrollarsi di dosso la personalità marcata, forte e decisa del commissario Sparagno, i timori del professor Belisario, l’enigmatico temperamento di Vardegas, l’opportunismo del giornalista Coppola. La scelta di indagare un buon numero di protagonisti – è difficile asserire chi nell’opera abbia il ruolo più importante, e definirlo sulla base della maggior presenza nell’intreccio pare riduttivo – permette di capire come tutti, nessuno escluso, siano legati da un elemento unificante dal peso specifico notevole, una forza superiore che fa convergere verso lo stesso limite i personaggi, legati da un destino comune.

Al di là di ciò che riguarda direttamente l’aspetto mistico e il culto primordiale, che si rigenera nel presente, è doveroso segnalare la fine struttura dell’intreccio del romanzo, in grado di tenere il lettore sul filo del rasoio, grazie alla particolare struttura ad incastro degli avvenimenti. Come in un buon thriller che si rispetti, gli indizi e gli elementi chiave vengono gestiti col bilancino, resi espliciti gradualmente per accrescere il pathos della narrazione. Gli avvenimenti che riguardano i singoli personaggi si alternano in modo sistematico, per aggiornare costantemente il lettore sugli sviluppi delle diverse situazioni; è così possibile capire ed avvicinarsi in maniera progressiva a quel filo rosso che lega indissolubilmente i personaggi.

Giunti al termine del romanzo gli interrogativi vengono risolti, si rimane però con alcuni dubbi che riguardano l’aspetto mistico della narrazione; in quest’ottica – probabilmente – solo una rilettura del libro può garantire una comprensione più profonda della vicenda spirituale.

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