Category: Eventi


1° ProcivExpo Triveneto

Articolo scritto da Orso

I giorni 9 e 10 aprile 2011 è stata presentata la prima ProcivExpo, una fiera dove i protagonisti sono le Associazioni di Volontariato e i loro volontari. L’esposizione si è tenuta nell’Ex Filanda di Santa Lucia di Piave, provincia di Treviso, nel cuore della regione madre della Protezione Civile.

Sono 2000 i metri quadri adibiti all’esposizione di mezzi e attrezzature, che aiutano quotidianamente i volontari per fornire un ottimo servizio per i cittadini italiani, a partire da quelli di soccorso, quali ambulanze e automediche, per arrivare alle varie uniformi ed attrezzature impegnate per l’allestimento delle tendopoli e dei mezzi speciali.
Metà del primo padiglione è stato chiuso, mentre la parte operativa è stata destinata alla presentazione delle comunicazioni radio che aiutano le varie squadre nel compiere il loro dovere, partendo dalle classiche radio a 43 Mhz fino ad arrivare alle più moderne con sistema di localizzazione GPS e rispettivi ponti radio.
Nell’area esterna, posta tra i due stabili, troviamo un campo adattato per una dimostrazione di agility da parte dei cani della sezione Cinofili della Polizia e della Protezione Civile; inoltre è possibile ammirare delle autobotti ed i relativi mezzi d’appoggio.
Il secondo padiglione, invece, è interamente occupato dalle molteplici associazioni provenienti da varie provincie italiane (da Napoli a Milano, da Torino a Venezia), le quali hanno voluto esporre ognuna le proprie attrezzature, alcune anche con le ultime innovazioni. Questo spazio è stato in parte dedicato all’allestimento delle tende utilizzate per le tendopoli e quelle utilizzate per gli ospedali da campo; mentre un’altra parte è stata adibita alla mostra, e vendita, delle varie uniformi ed attrezzature.

In conclusione, sebbene sia stata la prima fiera relativa alle associazioni benefiche, è risultata molto interessante, soprattutto per chi volesse scoprire come funziona il mondo del volontariato e delle varie associazioni italiane che aiutano i cittadini in caso di necessità.


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Le Orme presentano La via della seta

La via della setaVittorio Veneto, 02 Aprile 2011

Si è tenuta al teatro “da Ponte” la quinta tappa del nuovo mini-tour delle Orme, band veneziana, storia del progressive italiano, con all’attivo quarantacinque anni di successi e venti album pubblicati. La band non è più quella degli esordi, ma dopo varie incomprensioni e quattro nuovi innesti, rimangono ancora lo storico leader, il batterista Michi Dei Rossi, e Michele Bon, da più di vent’anni tastierista del gruppo.

La prima parte del concerto è stata interamente dedicata alla presentazione del nuovo album La via della seta, lavoro che, come ha affermato lo stesso Dei Rossi, è costato una grande fatica.
Il risultato complessivo è davvero apprezzabile, un concept-album come non si vedeva da troppo tempo sulla scena musicale italiana. Un risultato come questo non lo si poteva ottenere se non dal prog e, soprattutto, da una delle band che ne hanno fatto la storia. La track list ripercorre le “imprese” del veneziano Marco Polo e con lui l’apertura, attraverso la via della seta, ad un mondo nuovo e diverso, alla ricerca di una distensione culturale e religiosa. Il risultato musicale complessivo è davvero importante, a tratti pomposo, e stupiscono le rese di qualità del  batterista storico del gruppo, capace ancora di esprimersi ai massimi livelli e far sognare i fans, pur non essendo più il giovane rampante di qualche tempo fa. La qualità e la potenza, così come la resa fisica e musicale di Dei Rossi, sembrano essersi ibernate nel tempo; la resa live è stata davvero ottima, a differenza di molti artisti incapaci di rendere sul palco ad una certa età, pur bucando le classifiche di gradimento del pubblico e di vendita.

Oltre alla presentazione del nuovo album, del quale hanno suonato qualche estratto, i componenti del gruppo hanno deliziato il pubblico pagante – di età media discretamente alta – con alcuni grandi successi, tra cui è doveroso ricordare Gioco di bimba, Cemento armato e Sguardo verso il cielo, suonata in versione estesa.

Un plauso va fatto ai componenti più recenti del gruppo, dal già citato Bon a Fabio Trentini, chitarrista di esperienza internazionale, da alcuni anni a seguito della band; da William Dotto alle chitarre a Jimmy Spitaleri, al secondo tour con le Orme, voce storica di un’ex band progressive, le Metamorfosi. Menzione particolare all’ultimo componente, il giovanissimo – solo ventenne – Federico Gava, pianista di indiscussa bravura, anch’egli al secondo tour con la band veneziana.

Kandinskij e le Avanguardie Russe

Kandinskij a Serravalle di Vittorio Veneto (TV)?

Ebbene sì. O per lo meno questo è quello che sembrava dal titolo “Kandinskij e le Avanguardie Russe”, relativo alla mostra che si è tenuta dal 19 febbraio al 20 marzo alla Galleria Area21 di Serravalle.
L’obiettivo dell’Associazione VenetoArte è stato quello di dare una dimostrazione delle diverse emozioni che i pittori hanno voluto imprimere sulla loro tela, con l’ausilio delle tempere o del pastello o dell’olio. Ma trovandosi di fronte al nome dato alla mostra quello che più ci si aspetta è di rimanere colpiti dai colori sgargianti di Kandinskij, dai suoi primi paesaggi, passando poi alle forme più astratte e a quelle più geometriche a volte cupe.
Altre aspettative di cui l’appassionato d’arte, o il semplice curioso, sono investiti riguardano le “avanguardie russe”:
viene normale pensare che si troveranno alcuni tra i nomi più noti e non del suprematismo, del futurismo e cubismo russi.
Purtroppo tutte queste speranze svaniscono una volta superati i primi tre quadri posti all’ingresso, rigorosamente di artisti ucraini (es: Gritchenko) influenzati dai cubisti; successivamente si entra in una stanza con una decina di quadri suprematisti, tra i quali va ricordata l’opera di Vatagin.

Salendo una piccola rampa di scale si osservano alcune tele astratte di vari artisti, alcune delle quali ricordano molto il lavoro del più noto pittore russo. Si arriva in un piccolo soppalco dove sono esposti cinque quadri futuristi e lo studio preparatorio di Kandinskij, un foglio A4 suddiviso in due: nella parte superiore si trovano due schizzi a matita, che sovrapposti e riempiti dai colori, danno vita all’opera posta nella parte sottostante.
Come viene spiegato nel foglio illustrativo della mostra, una causa della mancanza di molte opere astratte di Kandinskij è anche l’insufficienza di fondi per supportare tali spese; di conseguenza c’è da chiedersi se fosse necessario mettere in primo piano l’artista, non avendo abbastanza tele da esporre, o se invece non si potesse semplicemente intitolare “Le Avanguardie Russe” senza creare aspettative inutili.

Vittorio Veneto Film Festival

Vittorio Veneto Film FestivalLa scorsa settimana a Vittorio Veneto si è tenuta la Seconda Edizione del “Vittorio Veneto Film Festival”, iniziata mercoledì 2 Marzo e finita sabato 5, con le premiazioni. Scopo dell’evento è stato di far visionare e giudicare ai ragazzi 12 film stranieri, suddivisi in tre categorie in base all’età degli studenti partecipanti, per arrivare poi a decretare un vincitore per ogni categoria; inoltre una super giuria composta da professionisti ha votato il migliore tra tutti i film.
A partecipare non sono stati solo giovani di Vittorio V.to, ma anche provenienti da Treviso, Belluno e dalle più lontane Roma, Milano, Napoli e Parigi. Nell’arco delle giornate si sono tenuti anche dei laboratori di regia, recitazione, montaggio, con la collaborazione di alcuni ospiti, tra i quali Francesco Linguiti (autore di programmi televisivi), Claudio Napoli (effetti visivi, regista, digital artist) e Barbara Enrichi (attrice).
Le proiezioni dei film si sono svolte al Cinema Multisala Verdi e al Teatro da Ponte, quest’ultimo aperto al pubblico per gli eventi serali.

 

Prima serata, mercoledì 2 Marzo 2011

La prima serata si è aperta con un ringraziamento generale da parte dell’Assessore alle politiche giovanili, Antonella Caldart, la quale ha definito questo festival come “un’esperienza di cittadinanza attiva”.
La serata, come il festival, è stato un omaggio al regista Mario Monicelli, scomparso a 91 anni lo scorso dicembre; non a caso sul palco, intervistati da E. Marchesini (Direttore Generale del VVFF), sono stati ospiti Chiara Rapaccini (ex compagna del regista), Giorgio Pasotti (attore) e Claudio Napoli. Questi ultimi hanno collaborato con Monicelli alla realizzazione del suo ultimo film Le rose del deserto, proiettato successivamente, e hanno voluto ricordarlo raccontando alcuni  aneddoti  riguardanti il periodo delle riprese in Libia. Napoli ha poi mostrato un breve filmato, nel quale ha intervistato altri collaboratori del regista, dal titolo … alle sedie, termine che usava Monicelli a fine giornata per annunciare la fine delle riprese.

 

Seconda serata, giovedì 3 Marzo 2011

Dopo un applauso simbolico ad Alessandra Mastronardi, assente per problemi personali, è stato proiettato il “cine-giornale” realizzato dai ragazzi con l’aiuto dei professionisti.
Successivamente il palco è stato ceduto a Fulvio Weltz (Direttore Artistico del VVFF) che ha intervistato Chiara Colizzi, doppiatrice di alcune tra le più note attrici (ad esempio Uma Thurman in Kill Bill e Nicole Kidman in The Others), la quale ha spiegato sommariamente il suo lavoro, facendo notare un lato negativo: spesso nel doppiaggio si perdono le emozioni che si coglierebbero in lingua originale. Conclusa la breve intervista è stato proiettato Se mi lasci ti cancello, nel quale ha doppiato Kate Winslet.

 

Vittorio Veneto Film FestivalTerza serata,  venerdì 4 Marzo 2011

La serata di venerdì ha visto in sala quasi tutti i protagonisti del Festival, ( come Stefano Chiodaroli, noto comico) mescolati tra il pubblico. Sul palco sono saliti, presentati ed intervistati, i presidenti della giuria formata dai professionisti: Simona Izzo e Ricky Tognazzi, compagni nella vita come nel lavoro, che hanno scherzato sul loro rapporto. Il regista si è divertito a tornare indietro ai primi anni della loro relazione, sotto gli occhi e le parole spiritose della compagna. La Izzo ha poi spiegato che il cinema è “collaborazione”, dovuta all’unione di più anime, nel loro caso “anima femminile unita all’anima maschile”.
Prima della proiezione del loro ultimo film Il padre e lo straniero, uscito il 18 febbraio 2011, Tognazzi si è augurato che questo Festival “non diventi mai adulto”, facendo partecipare sempre e solo i ragazzi, perché il cinema italiano ha bisogno di loro.

 

Premiazioni, sabato 5 Marzo 2011

Le Premiazioni si sono svolte al Teatro da Ponte, alla presenza della giuria presieduta da R. Tognazzi e S. Izzo.
L’evento è stato presentato da Armando Traverso, Presidente Onorario del Festival, il quale dopo aver ringraziato tutti i presenti e partecipanti, ha sottolineato l’importanza di avvicinare i giovani al cinema, non solo nel guardarlo ma soprattutto nel produrlo.
Le premiazioni delle tre categorie si sono svolte velocemente, con i seguenti risultati:

 

per la categoria S. AUGUSTA (dagli 8 agli 11 anni) vince Risto räppääjä ja polkupyörävaras;

per la categoria PIZZOC (dai 12 ai 14 anni) vince Je vous aimet res beaucoup;

per la categoria VISENTIN (dai 15 ai 25 anni) vince Kein leichtes spiel.

 

Il gruppo Social World Film Festival ha premiato Keine angst come miglior film, che parteciperà anche al Festival Salentino; al film Tusen gånger starkare è stato poi assegnato il premio “Città di Vittorio Veneto”.
L’avvenimento si è concluso con la premiazione da parte della giuria con un ex-aequo per Schemer e El ùltimo verano de la Boyita.

Mille anni ancora cantano De Andrè

S. Lucia di Piave (TV), 12 Febbraio 2011

 

Mille anni ancora

La band "Mille anni ancora"

Un tributo a De André coinvolgente quello proposto dalla band Mille anni ancora il 12 Febbraio a S. Lucia di Piave (TV). Nello scenario rustico del Padiglione Fieristico Ex Filanda è stato rivissuto il memorabile concerto del teatro Brancaccio, tenutosi a Roma nel 1998, in una delle ultime apparizioni pubbliche di Faber.

Apprezzabile è stata la scelta di riproporre, con minime variazioni, la stessa scaletta proposta tredici anni prima; ad alcuni brani tratti da Crêuza de mä, ne sono seguiti, oltre all’intero album Anime Salve, alcuni da La Buona Novella e, in chiusura, altri tra i più noti e apprezzati successi del tanto rimpianto cantautore genovese. Proprio in quest’ultima parte il pubblico pagante ha accompagnato l’esecuzione delle canzoni con maggior entusiasmo, dimostrando il proprio affetto a colui che ha saputo trasferire la poesia in musica nel corso della sua lunga carriera.

Onorevole è stato l’aver mantenuto pressoché inalterati gli arrangiamenti originali delle canzoni e aver riproposto in maniera fedele l’esecuzione corale, seppur la pessima acustica non abbia consentito di far godere appieno lo spettacolo. Una nota di merito va fatta al cantante, Alessandro Adami, che ha ricordato in tutto e per tutto, anche nella somiglianza vocale, Faber.

Tra i dieci musicisti che hanno intrattenuto la platea, spuntano i nomi di tre storici collaboratori di De André: Ellade Bandini alla batteria, Giorgio Cordini con chitarra, mandolino e bouzouki e Mario Arcari ai fiati. Nella pausa del concerto, i tre hanno voluto omaggiare la loro “guida” con aneddoti e ricordi che riguardavano la loro personale esperienza di stretta collaborazione con De André.

Unica pecca della serata è sicuramente risultata l’affluenza del pubblico, in quanto solo poco più della metà dei cinquecento posti previsti in platea è stata occupata. L’età media dei partecipanti, un po’ troppo elevata, fa tristemente pensare a come molti giovani d’oggi non riescano ad apprezzare la musica di chi ha segnato, con le proprie parole, un’epoca.

 

immagine tratta da http://cremona.mondodelgusto.it

Vittorio Veneto, 18 Febbraio 2011

Umberto Curi, docente ordinario di Storia della Filosofia all'Università degli Studi di Padova

La domanda che mi sono posta fino alla fine della relazione esposta dal professore Umberto Curi, docente ordinario di Storia della Filosofia all’Università degli Studi di Padova, è:  cosa c’entra l’identità? Il professore ha, difatti, parlato per tutto la durata della conferenza di “alterità”. Concentrandosi sul concetto di “straniero” nelle lingue indoeuropee, in particolar modo per quanto riguarda il latino e il greco, è emerso che entrambe possedevano un unico termine per indicare sia tale concetto, sia ogni altra forma di alterità (hostis in latino e xenos in greco). Ciò che al relatore premeva evidenziare è come, tale concetto, nell’antichità, non avesse alcuna connotazione, positiva o negativa che sia. Un’altra caratteristica comune alle due civiltà è la rigidissima regolamentazione del rapporto tra l’anfitrione e l’ospite: come a Roma lo straniero era assimilato al civis mediante la legge; così nella Grecia antica era considerato un vero e proprio crimine l’ostilità verso l’ospite, chiunque egli fosse.

È a questo punto che Curi, con la sua eccezionale capacità di trattenere l’ascoltatore sul filo, aggiungendo sempre nuovi concetti e esempi al discorso, esentandosi dal trarre le conclusioni fino agli ultimi minuti, ha egregiamente condotto docenti e studenti in un labirinto di citazioni. Partendo dall’Iliade, passando per l’episodio di Nausicaa contenuto nell’Odissea, fino ad arrivare alle Metamorfosi di Ovidio con il bellissimo mito di Filomene e Bauci. Ma è con un ulteriore mito contenuto nelle Metamorfosi che si intravede la conclusione, e con essa entra finalmente in gioco il concetto di “identità”. Saranno, precisamente, Narciso e Eco che ci condurranno alla comprensione della duplice funzione dello straniero, dell’altro da noi. Da una parte, è solo grazie al rapporto con l’altro, che è radicalmente altro, che io posso trovare la mia identità (così come avviene per tutti i contrari); dall’altra, io posso comprendere questo altro a patto di rispettare la sua di identità. L’errore di Narciso fu proprio quello di non comprendere la dimensione di alterità di Eco, tentando invece di trasmettere a lei la sua identità. Ma, d’altronde, come dice Curi “se ci misurassimo solo con il riflesso di noi stessi, che vita sarebbe?”.

 

immagine tratta da www.carnetverona.it